La maxi multa sulla Tari. ​Ecco che cosa si rischia

Una sentenza ribalta l'imposta sui rifiuti. Cosa si rischia anche senza "bolletta"

La maxi multa sulla Tari. ​Ecco che cosa si rischia

Multa salta per chi non paga la Tari anche nel caso in cui il cedolino non fosse arrivato nella nostra cassetta delle lettere.

La nuova posizione della giustizia tributaria di certo farà discutere e potrebbe aprire una nuova fase nel rapporto utente-gestore anche se questo ultimo fosse un comune mentre l'utente un suo cittadino residente. La Commissione tribunale provinciale di Parma, nella sentenza 70/2020, ha respinto il ricorso di un contribuente che era stato raggiunto da un sollecito di pagamento della tassa sui rifiuti, giunto a seguito di un avviso bonario non pagato, con cui si avvertiva il cittadino che nel caso in cui non si fosse adempito al pagamento, al termine dei 60 giorni dalla data di notifica del sollecito sarebbe scattata la sanzione pari al 30%.

Il contribuente aveva impugnato il sollecito in quanto mancava la notifica dell'avviso di pagamento propedeutico da parte del soggetto gestore del servizio rifiuti che, invece, ribadiva che il pagamento della Tari avviene su auto liquidazione e sono a seguito di liquidazione d'ufficio. Secondo la posizione dell'ente gestore, è il contribuente a dover calcolare l'importo da pagare per la Tari rispettando le misure e le scadenze di pagamento previste nel comune di riferimento. Di conseguenza, l'avviso bonario di pagamento servirebbe solo a facilitare il compito del contribuente, ma non sarebbe obbligatorio.

Proprio quest'ultima tesi è stata accolta dalla Commissione tributaria provinciale di Parma, che ha respinto il ricorso del contribuente dando La Ctp di Parma ha accolto la tesi del gestore e ragione all'ente gestore.

In materia di Tari, la normativa non prevede sui pagamenti una regola generale, in quanto l' articolo 1, comma 688 della legge 147/2013 si limita a definire solo che le scadenze di pagamento sono stabiliti da ciascun comune e devono prevedere almeno due rate semestrali. Di conseguenza, ciascuna amministrazione comunale può decidere per la liquidazione d'ufficio, in cui il contribuente deve attendere la ricezione degli avvisi di pagamento del Comune, o per l'autoliquidazione in cui il contribuente deve determinare da solo l'importo da pagare secondo le regole stabilite dall’amministrazione e successivamente effettuare il versamento nel rispetto delle scadenze stabilite dall' ente (come ad esempio avviene per l' Imu), pena (e il caso in questione ne è una forma simile) l’irrogazione di sanzioni molto salte nel caso in cui vi fosse un ritardo del pagamento.