Torino, morsi e calci ad agenti che lo liberano, in carcere nigeriano

I poliziotti stavano restituendo all’africano gli effetti personali dopo la sentenza del giudice che determinava la sua scarcerazione: l’idea di dover attendere per riavere indietro lo smartphone ha scatenato le sue ire

Torino, morsi e calci ad agenti che lo liberano, in carcere nigeriano

Aggressione ai danni di alcuni poliziotti da parte di uno straniero, poco dopo il processo per direttissima che lo vedeva imputato presso il tribunale di Torino.

Ebodor Godtime, nigeriano di 22 anni, era stato arrestato con l’accusa di spaccio, ma il giudice di turno ha determinato la sua scarcerazione nel pomeriggio dello scorso giovedì. Mentre gli agenti di polizia si stavano occupando di restituirgli documenti ed oggetti personali, lo straniero ha dato in escandescenze. Il motivo della follìa, che da quel momento in avanti si è venuta a scatenare, è stata la scoperta del fatto che avrebbe dovuto attendere per poter riavere indietro anche il proprio cellulare. Il telefono, come da prassi, non era sparito nel nulla, ma si trovava ancora sotto sequestro. Pertanto sarebbe stato sufficiente attendere che la procura emettesse l’apposito provvedimento. Una cosa, questa, che ha mandato su tutte le furie l’africano il quale, senza pensarci due volte, si è scagliato contro i poliziotti, aggredendoli con calci e morsi.

Dopo una mattina trascorsa in cella di sicurezza, quindi, il nigeriano è finito direttamente in carcere, nonostante la benevola sentenza poco prima ricevuta. Per lui l’accusa è quella di resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale.

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