Torino, tre bottiglie molotov trovate davanti alla casa del senatore Pd Esposito

Tre bottiglie molotov trovate davanti all'abitazione del senatore democratico. Non è la prima volta che il parlamentare viene minacciato

Torino, tre bottiglie molotov trovate davanti alla casa del senatore Pd Esposito

Tre bottiglie molotov sono state trovate a Torino davanti all'abitazione del senatore Pd Stefano Esposito, noto per le sue posizioni favorevoli alla TAV. Esposito, vicepresidente della Commissione Trasporti del Senato, era già stato oggetto di minacce da parte delle frange più estremiste del movimento No Tav. Gli ordigni, nascosti dentro un sacco della spazzatura, sono stati scoperti da un vicino di casa. Nella casella delle lettere è stato trovato un biglietto: "Torna in prefettura altrimenti farai bum bum ora che non c'è più il procuratore Caselli a proteggerti".
Il parlamentare democratico ha dichiarato di essere pronto a lasciare la politica: "prima di tutto c'è la famiglia: tre mesi fa mi è nata la mia ultima figlia, all'ospedale ci sono dovuto andare con la macchina blindata. Forse non ne vale la pena." Insieme agli ordigni incendiari, la scorta del senatore ha ritrovato anche un biglietto di rivendicazioni in cui si faceva riferimento a impegni privati a cui Esposito si era presentato nei giorni scorsi: un dettaglio che lascia supporre che le sue mosse siano da tempo sotto controllo.
Solidarietà è stata espressa da parte del sindacato della Polizia di Stato Siap: "Condanniamo con preoccupazione l'ennesima minaccia al senatore Esposito, da sempre schierato in difesa delle forze dell'ordine e di quanti lavorano al cantiere della Tav" , commenta Pietro Di Lorenzo, Segretario Generale Provinciale del Siap. "Rivolgiamo un appello a politici e intellettuali: basta giustificare la violenza". Anche il parlamentare Pd Emanuele Fiano ha rilasciato una dichiarazione di solidarietà, appellandosi al ministro Alfano perché garantisca la libertà di espressione di Esposito. Nelle scorse settimane altri ordigni erano stati lasciati davanti alle sezioni del Pd di Rivalta e di Settimo Torinese. Sul caso ha aperto un'indagine la Digos del capoluogo piemontese.

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