"Lasciatemi stare, ho paura": le prime parole di Eitan

L'unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone è un bambino israeliano di nome Eitan, 5 anni. È stato trovato vicino a lui anche Mattia, un altro giovanissimo, che nonostante una corsa disperata contro il tempo, non ce l'ha fatta

"Lasciatemi stare, ho paura": le prime parole di Eitan

"Pazienti sconosciuti". Questo è ciò che è stato scritto sulle cartelle cliniche di Eitan Moshe Biran e Mattia Zorloni, due bambini di 5 anni coinvolti tragedia del Mottarone. Sono stati accolti nell'ospedale infantile Regina Margherita di Torino privi di documenti e alla disperata ricerca di salvezza.

Come riporta il Corriere.it, i destini dei due bambini in un attimo si sono incrociati. A distanza di un mese avrebbero compiuto entrambi 6 anni: Mattia il 9 agosto ed Eitan un mese prima. Tutti e quattro i genitori dei bambini sono morti sul colpo intrappolati. Stessa drammatica sorte anche per Tom, fratellino di soli due di Eitan. Probabilmente, i due bambini non hanno fatto in tempo neanche a capire cosa stesse accadendo quando si sono ritrovati sull'erba, uno vicino all'altro, al di fuori del groviglio di lamiere, sul pendio della salita che da Stresa porta a Mottarone.

Da quel momento è cominciata una corsa disperata contro il tempo da parte dei tecnici del soccorso alpino che, quando hanno trovato i ragazzi, si sono accorti che respiravano ancora. Mattia però, fin da subito, è stato ritrovato in condizioni pessime. Due eliambulanze, partite da Alessandria e Borgo Sesia, li hanno caricati e portati entrambi all'ospedale Regina Margherita di Torino. Il primo ad atterrare è stato Eitan, alle 14 circa, 20 minuti più tardi è arrivato anche Mattia, dopo una corsa su un'ambulanza che lo ha trasportato dalla pista d'atterraggio dell'Oyal Lingotto fino al pronto soccorso. Quest'ultimo, quando è arrivato, è stato rianimato per 6 minuti prima che il suo cuore riprendesse a battere ma purtroppo il piccolo Mattia non ha mai riacquisito conoscenza. Una tac ha evidenziato traumi al cranio e al torace oltre la doppia frattura alle gambe. Impossibile realizzare un intervento chirurgico in quelle condizioni. Eitan, invece, è entrato in sala operatoria dopo essere stato sedato. "Lasciatemi stare, ho paura" avrebbe detto ai medici mentre piangeva e urlava.

Alle ore 19:20 però Mattia se ne è andato. "Nonostante gli enormi sforzi profusi, Mattia è morto in seguito a un arresto cardiaco" hanno spiegato Fabrizio Gennari, direttore della struttura di chirurgia pediatrica e Giovanni La Valle, direttore generale della Città della Salute. Mattia aveva 5 anni, è nato a Tradate e viveva in provincia di Varese a Vedano Olona con i genitori: Elisabetta Persanini, 37 anni, e Vittorio Zorloni, 54 anni, anche loro scomparsi in seguito alla tragedia del Mottarone.

Eitan, invece, come scritto anche in un articolo di Manila Alfano su Il Giornale, è l'unico sopravvissuto. Il bambino è nato in Israele e si era trasferito in Italia con il papà, Amit Biran, 30 anni, studente di medicina che lavorava per la sicurezza della comunità ebraica di Milano, la mamma Tal Peleg, 27 anni e Tomer, detto Tom, il suo fratellino. Questi ultimi tre sono deceduti sul colpo. Sono morti nell'incidente anche i bisnonni del bambino.

Ieri sera è arrivata a Torino una zia di Eitan che è uscito dalla sala operatoria poco dopo le 22. Condizioni stabili ma non ancora rassicuranti. A breve verrà sottoposto a una nuova tac per evitare complicazioni. "Si tratta di una tragedia enorme che fa seguito ad altri eventi luttuosi, compresa la guerra, che in questi ultimi tempi stanno colpendo i cittadini israeliani - ha commentato Stefano Disegni, presidente della comunità ebraica torinese - Cercheremo di fornire massima assistenza alla famiglia del bambino e pregheremo per lui perché si possa salvare. La nostra vicinanza va tutte le vittime di questa terribile disgrazia".

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