"Tre persone con le pale", il video choc sulla pakistana sparita

Nelle immagini delle telecamere di sicurezza si vedono tre persone con pale e secchio camminare verso i campi

"Tre persone con le pale", il video choc sulla pakistana sparita

Le immagini contenute in un video choc in mano alla Procura di Reggio Emilia non fanno presagire nulla di buono: si vedono distintamente tre persone munite di pale dirigersi verso i campi. Proprio quei campi che si trovano dietro alla casa di Novellara, nella Bassa Reggiana. Le indagini degli inquirenti sono sempre più rivolte verso i familiari di Saman Abbas, la 18enne pakistana scomparsa circa un mese fa, dopo che aveva rifiutato un matrimonio islamico con un proprio connazionale, combinato dalla sua famiglia. L’ipotesi adesso è reato di omicidio. Ma nessun parente è reperibile, infatti i genitori della ragazza sarebbero partiti per fare ritorno in Pakistan.

Le immagini choc contenute nel video

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la coppia di genitori voleva costringere la figlia, ancora minorenne, a sposare un connazionale, si dice un cugino, nel Paese d’origine. Erano quindi intervenuti i servizi sociali per aiutare Saman ma ai primi di maggio la ragazza scomparve nel nulla, senza lasciare tracce. Dopo aver scartato l’idea di un allontanamento volontario, le indagini si sono focalizzate sui familiari della giovane. Considerando anche il fatto che nessuno aveva mai denunciato la sua scomparsa. E adesso, a far perdere sempre più le speranze di ritrovarla viva, sono le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza, nelle quali si vedono tre persone, con due pale e un secchio, oltre a un sacchetto azzurro e un piede di porco, dirigersi verso i campi. La data della registrazione è quella dello scorso 29 aprile. Nel video, in altre immagini successive si vedono sempre le stesse figure rientrare dopo circa 2 ore e mezza.

Si indaga per omicidio

Adesso i fotogrammi si trovano agli atti dell’inchiesta per omicidio condotta dalla Procura di Reggio Emilia. Gli inquirenti, dopo aver visionato il filmato, non stanno più indagando per sequestro di persona, per il quale era stato aperto un fascicolo, ma per omicidio. A gennaio, i carabinieri avevano denunciato il padre, 43 anni, e la madre 46enne di Saman per costrizione o induzione al matrimonio. Alla luce del nuovo filmato acquisito, la Procura che coordina le indagini condotte dai militari ha subito predisposto un piano di ricerca dei tre fuggitivi e ha cercato il corpo della giovane nelle immediate vicinanze della sua abitazione. Sono anche stati svuotati i canali di irrigazione per cercarne il cadavere o qualche indizio che possa aiutare le indagini. Sul campo, per aiutare nelle ricerche, sono state impiegate anche le squadre cinofile e i vigili del fuoco. Al momento però, di Saman nessuna traccia. E nessun corpo è stato rinvenuto. Si rafforza sempre più l’ipotesi degli inquirenti che la giovane pakistana possa essere stata uccisa e il suo corpo occultato.

Si cerca anche all'estero

La Procura di Reggio Emilia ha reso noto che “le indagini proseguono per accertamenti e individuazione certa degli indagabili e della persona offesa anche all'estero. A tal fine sono stati già attivati i canali della cooperazione internazionale". Gli inquirenti hanno ricostruito le varie tappe della vicenda. Sono partiti da novembre 2020, quando la giovane era stata allontanata in fretta e furia dalla casa dove viveva a Novellara, nella Bassa Reggiana, perché, come segnalato dai servizi sociali, i genitori volevano costringerla a tornare in Pakistan per sposare un cugino. Lo scorso 11 aprile la ragazza aveva però deciso di rientrare nell'abitazione familiare. Il 5 maggio i carabinieri erano tornati alla sua casa cercandola, ma non avevano trovato nessuno, neanche i suoi genitori. Subito si era pensato che tutta la famiglia si fosse allontanata per fare ritorno in Pakistan e che anche la giovane fosse stata costretta a seguire i genitori. Dai successivi accertamenti era però emerso che in patria erano rientrati solo padre e madre. Saman non compariva tra i passeggeri del volo decollato dall'aeroporto di Malpensa.