Tre sorelle si impiccano insieme: "Truffate dagli avvocati"

Le tre donne avevano provato a togliersi la vita già tre anni fa dopo aver perso tutti i risparmi per colpa di due avvocati

Ci avevano provato cinque anni fa, ma le forze dell'ordine erano riuscite a fermarle in tempo. Era il luglio del 2015 quando tre sorelle avevano provato a togliersi la vita in Valle d'Aosta. Due di loro erano state bloccate dai carabinieri mentre stavano per gettarsi da un muraglione; la terza invece era stata trovata nell'abitacolo dell'auto collegato con il tubo di scappamento.

Era stata una presunta truffa che le tre avrebbero subito da parte di due avvocati a farle cadere nello sconforto. I truffatori le avevano ridotte in miseria e da quel momento le donne non riuscivano più a vivere. E così, ha spiegato la Stampa, le sorelle di 68, 67 e 54 anni hanno provato di nuovo a farla finita.

Questa mattina gli inquilini di una palazzina di Carmagnola (Torino) hanno dato l'allarme alle forze dell'ordine. Poco dopo le nove, i vicini di casa si sono trovati davanti agli occhi una scena raccapricciante: una donna era impiccata al balcone al quarto piano dello stabile. I militari dell'Arma sono subito giunti sul posto. In casa, i carabinieri hanno trovato un biglietto in cui la donna spiegava il motivo che l'aveva spinta a togliersi la vita: poco prima del gesto estremo, aveva trovato in un casolare le altre due sorelle morte. Le forze dell'ordine si sono quindi recate nel casale, sempre a Carmagnola, di proprietà delle tre donne e hanno trovato le due sorelle impiccate.

Ora gli investigatori sono al lavoro per capire se il gesto estremo delle tre donne sia da collegare alla presunta truffa. Nel 2015, le sorelle avevano già provato a togliersi la vita a causa di un raggiro subito da due avvocati. In alcune lettere che erano state ritrovate al tempo dai carabinieri, le donne spiegavano di essere state ridotte sul lastrico e di aver perso tutti i risparmi. Così avevano deciso di farla finita. Ma i tentati suicidi erano stati bloccati in tempo dai carabinieri.

Dopo cinque anni, le tre sorelle ci hanno riprovato riuscendo questa volta a fare quello che meditavano da tanto tempo. Due di loro sono state trovate impiccate in un casolare, la terza si è lanciata dal balcone di casa con una corda al collo. Adesso gli investigatori dovranno ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e capire se esiste un collegamento tra la presunta truffa e la morte di tutte e tre le sorelle a Carmagnola.

Commenti

dagoleo

Gio, 06/02/2020 - 16:34

e adesso a quei due avvocati cosa bisognerebbe fare?

baio57

Gio, 06/02/2020 - 17:38

Azzz che triste storia .

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Soloistic69

Gio, 06/02/2020 - 17:43

Gli avvocati in quale carcere dimorano?

Ritratto di Azo

Azo

Gio, 06/02/2020 - 17:52

Strano che i truffatori se la cavano sempre e le vittime spesso facciano questa fine!!!

ginobernard

Ven, 07/02/2020 - 08:45

"Strano che i truffatori se la cavano sempre e le vittime spesso facciano questa fine!!!" non sempre ... in un caso almeno un truffatore non se l'è cavata. Perchè ha truffato personaggi potenti. Non doveva farlo. Si è preso 150 anni di carcere. Se invece truffi dei poveracci ... beh allora ... e comunque bisogna vedere la situazione. Se per esempio è il risultato di investimenti sbagliati ad alto rischio.

ulio1974

Ven, 07/02/2020 - 08:46

subito a dire contro gli avvocati: conoscete la verità dei fatti per caso??

Ritratto di navajo

navajo

Ven, 07/02/2020 - 08:53

Si impiccano in 3 per una truffa "presunta"? Anche l'essersi ridotte in miseria è "presunto"?

Ritratto di Pajasu75

Pajasu75

Ven, 07/02/2020 - 09:35

Un dramma umano che trova spiegazione solo nella solitudine e nell'assoluta assenza di giustizia, condizioni che costringono le vittime a combattere contro i terribili mostri che si annidano nella coscienza di ognuno e che non conoscono pietà.

routier

Ven, 07/02/2020 - 10:55

Sarebbe interessante conoscere le "presunte" responsabilità dei due avvocati.

Mur

Ven, 07/02/2020 - 11:11

E' una tragedia imputabile al disagio psichico. Le sorelle non erano sul lastrico ma erano convinte che il mondo, gli avvocati, i familiari tramassero per distruggerle "Vivevano l’una per l’altra, da sempre in conflitto con il mondo, convinte di subire continue angherie e ingiustizie. Da anni erano in lite insanabile con un fratello macellaio, Aldo, e una sorella Annamaria per una questione di eredità. Per il possesso di terreni, case, capannoni. Condannate all’infelicità dall’attaccamento alla «roba», sono morte lasciando un paio di lettere, come segno del loro delirio, accusando ancora una volta gli altri delle loro sventure.