"Troppi errori di grammatica": al concorso per magistrati passa solo il 5,8%

Su 1.532 compiti scritti finora esaminati, soltanto il 5,8% (88 candidati) è risultato idoneo al concorso per diventare magistrati. La Cartabia lancia l'allarme: "È un aspetto che preoccupa"

"Troppi errori di grammatica": al concorso per magistrati passa solo il 5,8%

In Italia c'è un problema che riguarda gli aspiranti magistrati che si preparano a superare il concorso: la stragrande maggioranza di loro non è riuscita a superare la prova scritta per gli eccessivi errori di grammatica.

La percentuale choc

Secondo l'ultimo aggiornamento sul concorso da 310 posti che si è svolto l'estate scorsa dal 12 al 16 luglio, i candidati sono stato 5.827 tra cui soltanto in 3.797 hanno consegnato la busta con la prova. Ma il vero problema, però, viene adesso: sui 1.532 compiti esaminati finora dalla Commissione, è passato soltanto il 5,8% dei candidati, 88 persone. Un numero talmente basso da non sembrare vero. Qual è la motivazione? Gli aspiranti magistrati non sanno scrivere, gli errori grammaticali sono "troppi" come affermarano i membri della Commissione del 2008. Dopo 13 anni, però, la storia si è ripetuta.

"È un aspetto che preoccupa"

La storia, comunque, si è ripetuta anche in altre occasioni ed è questo l'aspetto che più preoccupa la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia che auspica una migliore formazione per evitare che si arrivi così impreparati a livello grammaticale al concorso pubblico per diventare magistrati. "Affido alla vostra riflessione la formazione degli aspiranti magistrati", ha dichiarato la ministra nel corso dell'apertura del nuovo anno della Scuola della magistratura alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "È un aspetto che preoccupa, su più fronti, anche molti di voi, come più volte mi è stato confidato. Troppe volte i concorsi per l'accesso alla magistratura non riescono a selezionare neppure un numero di candidati sufficienti a ricoprire tutte le posizioni messe a bando. È questo un dato su cui riflettere, che segnala un problema che deve essere affrontato", si legge sul Messaggero.

Servono oltre 800 idonei

Dopo dieci anni dall'introduzione della Scuola superiore della magistratura, la ministra ha aggiunto che è necessario riformare ed intervenire per dare un'inversione di tendenza. Oltre al termine delle correzioni del concorso di luglio, è in arrivo il super bando da 500 posti, un numero mai visto finora. Questo significa che, unendo i due concorsi, servono 810 candidati che riescano a superare la prova per poi accedere all'esame orale. Il numero è alto e, vista la situazione attuale, questa cifra sembra più che altro una chimera.

La riforma sul concorso

Il Csm chiederà alla ministra Cartabia di mettere mano alla normativa per i concorsi in magistratura. Dopo un anno di pandemia in cui le prove si sono svolte esclusivamente da remoto, i consiglieri spingono nella direzione di un ritorno stabile al test scritto. E poi chiederanno anche un confronto per consentire l'accesso alla professione tramite un "concorso di primo grado" e che agli attuali 10 mila magistrati se ne possano aggiungere altri mille. Si sta studiando un sistema che possa consentire di accedere al concorso in magistratura appena terminato il corso di laurea con un ritorno al passato, quindi senza i 18 mesi di tirocinio che si facevano in tribunale per inserire due anni di scuola di specializzazione per le professioni legali oppure tramite dottorato di ricerca.

L'eliminazione eventuale del biennio post laurea non è detto che serva ad accorciare i tempi per accedere alla carriera di magistratura viste le numerose bocciature all'esame scritto. "Formazione per i magistrati - conclude la Cartabia - ma formazione, ovviamente, anche per i giovani giuristi, di cui il Ministero, con l'aiuto della stessa Scuola, si sta facendo carico, affinché questi rinforzi arrivino negli uffici con un adeguato livello di preparazione".

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