Se l'ossessione del gender fa riscrivere le battute ai comici

Prepariamoci a vivere in un mondo dove sarà molto difficile strappare una risata senza incorrere nella censura, nella riprovazione e prima o poi nella condanna per legge.

Se l'ossessione del gender fa riscrivere le battute ai comici

P repariamoci a vivere in un mondo dove sarà molto difficile strappare una risata senza incorrere nella censura, nella riprovazione e prima o poi nella condanna per legge. La cultura del riconoscimento delle minoranze, giusta in partenza, ha avuto un approdo tragico. Le lotte di emancipazione hanno generato i cerotti sulla bocca e la cancellazione della Storia. I libertari sono ormai guardiani dell'ortodossia politicamente corretta ridotta a un manuale su cosa si può dire e come imporre il silenzio a chi dissente. Non passa giorno senza reazioni isteriche davanti a parole comuni e innocue. Ieri, la gogna è toccato alla comica Michela Giraud, nota soprattutto per la trasmissione LOL. Giraud ha scritto un tweet sulla bizzarra richiesta della cantante Demi Lovato: «Sono di genere non binario. Rivolgetevi a me col pronome loro». D'accordo. Loro (Demi Lovato) sostengono di contenere moltitudini di orientamento sessuale fluido e di non identificarsi in una identità strettamente maschile o femminile. La prima reazione, lo ammettiamo, è un gigantesco ma chi se ne frega, loro (Demi Lovato) si identifichino come preferiscono e sotto le coperte loro (Demi Lovato) facciano quello che vogliono, a chi importa? A nessuno, semmai sarebbe lecito obiettare sul tentativo di piegare perfino la grammatica (e dunque la logica) all'ideologia. Torniamo ai fatti. Michela Giraud azzarda la battuta, in fondo è il suo mestiere: «Demi Lovato vuole le sia dato del loro come Otelma». Niente di che, fa a stento ridere il riferimento al mago, star della televisione grazie allo sberleffo della Gialappa's Band. Avete presente? Era quel signore che si vestiva da divinità egiziana, leggeva il futuro e parlava di se stesso alla terza persona plurale. Chi potrebbe offendersi per una simile sciocchezza? Si sorride e si passa oltre. Invece il tweet è accolto da un mare di critiche, al punto che la comica ha deciso di eliminarlo, aggiungendo la frase più intelligente di tutta la vicenda: «Mai mi sarebbe passato per la mente di doverlo fare». In effetti, a nessuno sarebbe passato per la mente di assistere alla fine dell'ironia, per giunta bonaria, come quella in questione. Siamo passati da «vietato vietare» a «vietato non vietare».

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