Udine, clandestino e più volte espulso: ghanese aggredisce agenti

Da tempo noto alle forze dell'ordine, lo straniero aveva accumulato una serie di decreti di espulsione, fregandosene altemente di rispettarli. Fermato per un semplice controllo, ha aggredito e preso a calci i poliziotti, proseguendo con le sue intemperanze anche in questura

Udine, clandestino e più volte espulso: ghanese aggredisce agenti

Girava per strada senza alcuna motivazione valida, sprovvisto sia di autocertificazione che dei previsti dispositivi di protezione individuale, e quando gli uomini della questura di Udine lo hanno fermato per un semplice controllo di routine si è rifiutato di fornire le proprie generalità e quindi li ha aggrediti, con lo scopo di nascondere il suo stato di clandestinità e le espulsioni a suo carico.

Protagonista in negativo di questo ennesimo episodio di aggressione compiuto ai danni di membri delle forze dell'ordine impegnati nello svolgimento delle proprie mansioni è un uomo di nazionalità ghanese di 25 anni, da tempo noto alle autorità oltre che irregolare sul territorio nazionale. Secondo quanto riferito dai quotidiani locali, i fatti si sono svolti durante il pieno pomeriggio dello scorso mercoledì 15 aprile, quando l'extracomunitario è incappato in un controllo da parte della polizia di Stato in via Cividale, finalizzato alla verifica del rispetto delle norme anti Coronavirus da parte dei cittadini. Attirati dal fatto che lo straniero camminasse tranquillamente senza mascherina nè guanti, i poliziotti lo hanno fermato, chiedendogli innanzi tutto di fornire un documento d'identità o di declinare le proprie generalità. Tutto inutile.

Fin da subito fortemente ostile nei confronti degli uomini dell'Ufficio prevenzione generale e Soccorso pubblico della questura di Udine, l'extracomunitario si è rifiutato di assecondare le richieste, convinto che ciò sarebbe stato sufficiente a celare la propria identità, i suoi precedenti e le condanne accumulate. Dopo aver spintonato gli uomini in divisa, li ha presi a calci, trascinandoli a terra con sè prima di essere bloccato.

Trasportato in centrale per le consuete operazioni di identificazione, il ghanese è risultato personaggio già noto alle forze dell'ordine, colpito in più di un'occasione da decreti di espulsione, mai ottemperati. Una volta scoperto, il clandestino è divenuto ancora più aggressivo, tentando prima una vana fuga dopo aver percorso un corridoio degli uffici della questura, poi, trovata una porta chiusa dinanzi a sè, prendendola a colpi nel tentativo di aprirla. Danneggiata la serratura, il facinoroso è finito in manette e quindi dietro le sbarre di una cella di sicurezza, dove è rimasto fino alla celebrazione del giudizio direttissimo. Per lui l'accusa è quella di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

Durante l'udienza di convalida, avvenuta in videoconferenza, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Udine ha convalidato il fermo. Fissata la data della prossima udienza, il ghanese ha aggiunto alla propria collezione un nuovo ordine di espulsione.

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