Gli ultras tifano per medici e infermieri: "Siete i nostri giocatori"

Lo striscione degli ultras del Monza davanti all'ospedale San Gerardo: "Forza San Gerardo, in questi momenti di difficoltà in nostri eroi siete voi". Il messaggio dei tifosi biancorossi: "Dimostriamo di essere comunità e rispettiamo le regole"

Ci sono sfide che vanno al di là dei colori. Che uniscono, o almeno dovrebbero. Una di queste è quella contro il coronavirus. In attacco ci sono medici e infermieri, ma serve l'aiuto di tutti. Nessuno escluso. È questo il messaggio che gli ultras del Monza hanno lasciato davanti all'ospedale San Gerardo questa domenica. Il giorno del pallone e del tifo a squarciagola. Il giorno della speranza di marcare stretto e segnare, vincendo l'avversario più temibile: il Covid-19.

E allora: "Forza San Gerardo, in questi momenti di difficoltà in nostri eroi siete voi", si legge sul maxi striscione affisso dai ragazzi della Curva Davide Pieri all'ingresso del nosocomio monzese. Un grido che è al tempo stesso un ringraziamento e un appello, come spiegano i tifosi biancorossi in una nota. "È il momento di stare tutti uniti come lo siamo sugli spalti, è il momento del senso civico, il momento di dimostrare di essere una comunità e non atomi impazziti". E ancora: "Da parte nostra in questa domenica vuole alzarsi ancora più forte il nostro incitamento per tutti gli operatori sanitari che stanno lavorando incessantemente a Monza al San Gerardo, per noi oggi siete i giocatori che indossano la nostra maglia perché tifare l'AC Monza oggi ancor di più vuol dire amare incondizionatamente la città e i suoi cittadini". Parole che squarciano l'atmosfera surreale che si respira nella cittadina della zona arancione, dove si sono registrati dodici contagi e un decesso. La vittima, una donna di 76 anni, già affetta da patologie precedenti, si è spenta ieri nel reparto di terapia intensiva del San Gerardo.

"Abbiamo messo a disposizione della comunità il nostro megafono - spiega Fausto Marchetti, responsabile della Curva Davide Pieri - per cercare di lanciare un messaggio di responsabilità che parta dal tifo organizzato e arrivi alla società civile". "Purtroppo gli appelli a continuare la vita di tutti i giorni - continua - sono stati deleteri, perché hanno abbassato il livello di guardia dei concittadini". "Adesso che è chiaro a tutti che la questione non va sottovalutata, occorre mettere da parte l'egoismo, rispettare le regole e impegnarsi attivamente per impedire la diffusione del virus". Un appello simile a quello lanciato dal sindaco Dario Allevi che, nelle scorse ore, ha esortato i monzesi a modificare il proprio stile di vita per affrontare l'emergenza. "Rilancio l'invito dell'assessore regionale Giulio Gallera affinché restino a casa, sono i più esposti al coronavirus ed è quindi importante che contengano al massimo i contatti sociali", ha spiegato il primo cittadino. Invitando anche il resto della popolazione a fare altrettanto: "Limitiamo gli spostamenti e aiutiamoci l'un l'altro seguendo alla lettera quello che ci viene chiesto di fare". In serata, poi, è arrivato il commento commesso all'iniziativa dei ragazzi della Davide Pieri: "Stanco dopo tante notti insonni - scrive Allevi allegando lo scatto dello striscione sul suo profilo Facebook - ricevo questa foto da un caro amico. Un sorriso spunta sul mio volto e un pensiero continua a echeggiare nella mia testa: sono orgoglioso di essere il sindaco di questa città".

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