Vandalizzata la cappella del compositore Thalberg

Ladri in azione al cimitero di Poggioreale a Napoli dove riposa il musicista austriaco. Il pianista Nazzareno Carusi: "Circondati da un vuoto di umanità"

Vandalizzata la cappella del compositore Thalberg

La furia dei ladri non si arresta più davanti a nulla: saccheggiata e distrutta al cimitero di Poggioreale a Napoli la tomba del compositore austriaco Sigismund Thalberg.

La triste scoperta è avvenuta nei giorni scorsi quando, come riporta il Mattino, una delle pronipoti, eredi del musicista austriaco, insieme al presidente del Centro Studi Thalberg, il pianista Francesco Nicolosi, si sono recati al cimitero con degli operai per un sopralluogo sulla struttura. Lo scenario davanti al quale si sono trovati è stato agghiacciante: la furia dei malviventi è arrivata al sacrilegio di spostare la salma del Maestro dalla teca di cristallo. I danni alla struttura sono importanti, i banditi hanno sfondato i cancelli e cercato di rompere i pavimenti per tentare di accedere all’ipogeo della cappella. Non si trova più un’urna d’ottone.

Sigismund Thalberg è stato tra i più importanti musicisti pianisti dell’Ottocento, rivaleggiò in grandezza con un gigante come Franz Liszt. Austriaco, si lega a Napoli sposando la figlia di Luigi Lablache, basso di prima grandezza dell’epoca e si ritirerà a Posillipo dove vivrà fino alla sua morte, avvenuta nel 1871, nella villa che ancora oggi porta il suo nome.

Un vero e proprio sacrilegio che solleva reazioni in tutto il mondo della musica. Il pianista Nazzareno Carusi denuncia con forza l’accaduto e offre la sua solidarietà: “Sono convinto che queste persone abbiano agito nei confronti di una tomba qualsiasi, presa a caso per uno sfogo di empietà che dice la bassezza dei tempi, senza rispetto per la morte di chiunque. Non credo che sappiano nemmeno chi sia Thalberg e quale la sua grandezza. La speranza è sempre in uno sforzo comune di rinascita. Ma è forte, invece, la sensazione che siamo ormai incapaci di percepire il vuoto di umanità che ci circonda. Alla Signora Giulia Ferrara Pignatelli e al Maestro Francesco Nicolosi, presidente della Centro Studi Thalberg, tutta la mia affettuosa solidarietà”.

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