La sinistra vuole fuori dalle celle baby gang e manovalanza giovanile per i clan. L'attacco al decreto Caivano, misura che ha drasticamente ridotto i reati tra i 14enni, è l'ultimo delirio del Pd. Michela Di Biase, moglie di Dario Franceschini e deputata dem, mette nel mirino il governo Meloni per i risultati positivi ottenuti in tre anni con il decreto Caivano: "I numeri sui minori detenuti sono drammatici e rendono plastiche le responsabilità delle scelte del governo. Per la prima volta, dopo il decreto Caivano, si registra il sovraffollamento negli istituti penali per i minorenni: un fatto gravissimo che rompe con la tradizione educativa della giustizia minorile italiana. L'aumento delle presenze negli Ipm è la conseguenza di un approccio che ha privilegiato la repressione alla prevenzione. Quando si restringono le misure alternative e si amplia il ricorso alla detenzione, il risultato è inevitabile. Dobbiamo capovolgere l'impostazione: il carcere non è la soluzione per i minori. Servono investimenti su messa alla prova, scuola, servizi sociali, comunità educative e giustizia riparativa. La sicurezza si costruisce offrendo opportunità, non aumentando le celle" dice la parlamentare dem. Sandra Zampa, ex portavoce di Romano Prodi, rincara: "Il governo incarcera la sofferenza giovanile". Il partito di Schlein chiede impunità.
I numeri a cui fa riferimento la parlamentare dem è il rapporto Antigone sulla giustizia minorile. Il decreto Caivano ha comportato un aumento del 50% della presenza dei giovani negli istituti penali per i minorenni (Ipm). "Per la prima volta gli Ipm hanno conosciuto il sovraffollamento" si legge nel rapporto. Alla fine del 2022 negli istituti erano presenti 381 minori, diventati 572 alla fine del 2025. Tra il 2023, anno del decreto, e il 2024, la presenza media giornaliera di ragazzi negli Ipm è passata da 425,1 a 556,3, facendo segnare un +30,9%. E gli ingressi in carcere sono aumentati di oltre il 10%. La fascia di età maggiormente rappresentata in carcere è quella dei 16-17 anni, con 300 presenze che si sommano alle 44 relative alla fascia di età più giovane (ovvero 14-15 anni) per fornire il totale dei 344 minorenni detenuti, pari al 60,1 per cento delle presenze complessive. "Tra i giovani adulti - si osserva nel rapporto -, 175 appartengono alla fascia di età 18-20 anni e 53 a quella 21-24 anni. Da notare come alla fine del 2022 i minorenni fossero il 51,4 per cento del totale dei detenuti, una crescita dovuta agli effetti della criminalizzazione minorile operata dal decreto Caivano in particolare con l'allargamento delle possibilità di utilizzo della custodia cautelare in carcere".
Numeri che la sinistra legge in negativo. Eppure, il decreto prevede la riduzione da 9 anni a 6 anni della pena massima richiesta per procedere con il fermo, l'arresto in flagranza e la custodia cautelare dei maggiori di 14 anni per delitti non colposi. Si prevede inoltre che fermo, arresto e custodia cautelare nei confronti del minore, maggiore di 14 anni, possano essere disposti anche per altri reati come il furto aggravato, porto abusivo di armi e resistenza a pubblico ufficiale.
Di grande importanza, soprattutto in aree ad alta densità mafiosa, la possibilità di disporre l'allontanamento del minore per evitare che finisca al soldo del clan. Misure che proprio a Caivano hanno sortito risultati positivi. Alla sinistra non va giù. E chiede celle vuote e minori in strada a delinquere.