Il magistrato per il Sì, l'avvocato per il No. Carlo Nordio e Giuseppe Conte scendono sul ring, a Palermo, per il primo faccia a faccia sul referendum della giustizia. Il leader del M5s attacca, in barba ai richiami del Colle di stemperare i toni; il ministro della Giustizia prova a stemperare. E, così, mentre il Guardasigilli apre: "Quando avremo vinto apriremo un confronto con il mondo dell'avvocatura, i magistrati e il mondo accademico per la fase delle leggi di attuazione", Conte rilancia e bombarda il governo a tutto campo: "Sin dall'inizio state realizzando un disegno di politica criminale, a partire dalla norma sul rave party". Tra le domande degli studenti palermitani di Giurisprudenza e qualche concessione al fair play, il confronto va avanti per più di un'ora. Con Conte che, più che altro, punta sul corpo al corpo del match dialettico per recuperare terreno su Elly Schlein, che si è intestata la battaglia referendaria in anticipo, ma viene considerata dai pentastellati meno efficace dell'ex premier negli scontri diretti. Conte, da buon politico, come sottolinea anche Nordio durante l'incontro, cerca il titolo a effetto. "Lei, ministro, non dico che fa dichiarazioni folli, dice anzi chiaramente che occorre contenere il terzo potere, come scrive del resto sul suo libro. Lei non vuole una giustizia domestica, ma addomesticata", dice. Quindi l'attacco al governo: "Sono molto preoccupato perché state realizzando un disegno politico criminale sin dall'inizio. Se si voleva la separazione delle carriere, che esiste già nei fatti, bastava una legge ordinaria e non serviva mettere mano a sette articoli della Costituzione senza alcuna discussione in Parlamento. L'obiettivo è un altro: realizzare il condizionamento dei Pm".
Nordio sta sul punto: "C'è sempre stata una certa riluttanza misoneista a cambiare le cose da parte della magistratura, ma la separazione delle carriere è ineludibile". Poi smentisce gli scenari secondo cui una vittoria del No avrebbe conseguenze sulla stabilità del governo: "Se dovesse vincere il No al referendum accetteremo in maniera rispettosissima la volontà del popolo, ci inchineremo a essa, e non ci sarà nessuna conseguenza sul governo e nei rapporti con la magistratura". Ma, per Conte, "il governo vuole mettere lo stivale sopra la magistratura". Secondo il leader del M5s "Nordio ha un pensiero genuino ma pericoloso".
Il Guardasigilli, invece, rivendica la bontà della riforma e respinge le accuse di voler sottomettere i pm all'esecutivo. "Noi abbiamo elevato l'indipendenza del pm perché l'attuale articolo 107 della Costituzione prevede che la sua figura sia disciplinata da legge ordinaria. Con la riforma ne abbiamo enfatizzato l'autonomia. Ma forse chi è contrario alla riforma non ha letto bene il nostro testo", precisa Nordio. Che punge: "Io ho cercato di esprimermi in termini istituzionali e razionali assecondando anche il graditissimo intervento del presidente della Repubblica, però devo prendere atto che non avete risposto se non con polemiche sterili e con slogan astratti, quasi metafisici". E, ancora, nel merito: "Non abbiamo toccato e non toccheremo la norma che dice che il pm dispone della polizia giudiziaria". Quindi rivendica il sorteggio del Csm, che "diminuirà la degenerazione correntizia".
Lo stesso Nordio che, in mattinata, aveva duellato a distanza con Nicola Gratteri.
Al pm, che ha esortato il ministro a "coprire i buchi e chiudere i piccoli tribunali", il titolare di Via Arenula ha risposto, parlando di "sterili polemiche". Mentre Antonio Tajani, che ha lanciato la volata di Fi per il Sì durante la segreteria nazionale degli azzurri, ha ribadito: "Non si tratta di fare la guerra ai magistrati, vogliamo rafforzare la democrazia".