Varese, polacco ubriaco sfonda porta di una casa e si addormenta

Dopo una serata dedicata al consumo di alcolici, il 33enne aveva iniziato ad avvertire la necessità di dormire. Per soddisfare tale bisogno ha pertanto deciso di sfondare la porta di un appartamento e di addormentarsi sul divano trovato al suo interno: per lui denuncia a piede libero e foglio di via

Completamente ubriaco, ha deciso che era il momento giusto per schiacciare un pisolino, per cui ha sfondato la porta di un appartamento di Varese per venire incontro alle proprie esigenze.

Protagonista della assurda vicenda un polacco di 33 anni, giunto, tra l’altro, in città solo da pochi giorni.

Dopo aver vagato senza meta nelle zone limitrofe a via Belforte ed aver continuato a bere acolici fino allo sfinimento, l’uomo ha sentito il bisogno di dormire. Tuttavia, anzi che trovare un giaciglio di fortuna, ha deciso che un bel letto sarebbe di certo stata una soluzione più comoda. Individuata la casa perfetta, il 33enne ha abbattuto a spallate ben 4 porte chiuse a chiave. Non pago, dopo aver spaccato i vetri di alcune finestre, ha deciso di accanirsi anche contro il mobilio ed alcune suppellettili presenti all’interno dell’abitazione. Dopo di che, stremato, ha raggiunto un divanetto e si è addormentato tranquillamente, come se niente fosse mai accaduto.

Terrorizzata la proprietaria di casa che, allarmata dal baccano ed impietrita dalla presenza del violento straniero, ha atteso che l’indesiderato ospite si assopisse per scappare e chiamare i soccorsi. Quando gli agenti della squadra volante di Varese hanno raggiunto l’appartamento della vittima, il 33enne si trovava ancora sul divano, immerso in un sonno profondo. I poliziotti hanno richiesto l’intervento di un ambulanza del 118, che si è occupata di trasferire lo straniero al pronto soccorso, in cui ha trascorso tutta la nottata.

Al suo risveglio ecco pronta per lui una denuncia per violazione di domicilio e per danneggiamento aggravato, accompagnata dal foglio di via che dovrebbe, almeno in teoria, tenerlo lontano dalla città.