Con il velo integrale in Municipio, il sindaco caccia l'islamica

A San Vito il primo cittadino del Pd ha cacciato dal Consiglio dei ragazzi una donna albanese con il velo integrale che non voleva farsi identificare

Con il velo integrale in Municipio, il sindaco caccia l'islamica

Si sono vissuti momenti di tensioni ieri pomeriggio a San Vito, in provincia di Pordenone, dopo che una donna è entrata in consiglio comunale con il velo islamico integrale e si è rifiutata di farsi identificare.

Poco dopo le 18, racconta il Messaggero Veneto, nell'aula consiliare di Palazzo Rota ha fatto il proprio ingresso una donna che indossava il niqab, velo tipico delle donne musulmane che lascia scoperti solo gli occhi. In aula erano presenti un centinaio di persone fra studenti di elementari e medie, genitori e insegnanti. L'occasione era la prima seduta del "consiglio comunale dei ragazzi".

Il sindaco Antonio Di Bisceglie, del Pd, ha chiesto alla donna - che indossava anche lunghi guanti neri a coprire le mani - di mostrare il volto: "Queste sono le regole, o si identifica o esce, altrimenti sarò costretto a chiamare la forza pubblica". Uscita dall'aula la signora si è lasciata identificare, risultando una donna albanese residente in città e arrivata in aula poiché uno dei suoi figli era risultato eletto nel consiglio dei ragazzi. Tuttavia dopo questa procedura è riuscita a rientrare nella stanza, sempre a volto coperto.

E questa volta ha insistito per rimanere, nonostante i ripetuti inviti del sindaco. Che a un certo punto ha così deciso di sospendere la seduta definitivament, sia pure senza ricorrere all'allontanamento di forza della donna. "Non mi sembrava il caso - ha dichiarato il primo cittadino - di proseguire con quel tipo di tensione di fronte ai ragazzi. Ho cercato ripetutamente di utilizzare toni concilianti, ma la signora non ha voluto sentire ragioni."

Il gesto del sindaco, com'era prevedibile, ha raccolto anche il plauso dell'opposizione di centroedestra. Anche i carabinieri sono stati informati dell'episodio ed ora decideranno se adottare sanzioni nei confronti della donna albanese.

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