"Vergogna, fascisti". Se protesti contro il ddl Zan vieni insultato così

200 persone si sono riunite a Perugia per manifestare pacificamente contro il ddl Zan e sono state insultate e additate come fasciste. Tra i manifestanti anche Simone Pillon

"Vergogna, fascisti": insulti a una manifestazione silenziosa contro il ddl Zan

In Italia sembra non ci sia più libertà di pensiero e di parola o, per lo meno, non c'è per tutti. Chi non si allinea con il pensiero comune ed esprime civilmente il suo dissenso può essere liberamente insultato e messo a tacere. Questo è quello che dicono le recenti cronache dall'ex Paese dei liberi pensatori, dove le Sentinelle in piedi, un gruppo di persone civilmente riunite, manifestava legittimamente contro il ddl Zan ed è stato insultato e additato come fascista, come raccontato dal Corriere dell'Umbria.

È successo a Perugia. Qui un gruppo di circa 200 persone in un'assolata domenica di fine giugno si è riunita in piazza della Repubblica, nel cuore della città medioevale, nell'ambito della manifestazione "liberi nella verità". Una manifestazione che si è svolta il giorno dopo i pride di Roma e Milano, dove attivisti Lgbtq+ sono scesi per le strade vestendo i panni blasfemi del Cristo rainbow, con tanto di tacchi a spillo e mini gonna. Caldo e sole non li hanno scoraggiati nel loro intento e così, rispettando la distanza di sicurezza imposta dalle normative contro il contagio da coronavirus e tutti muniti di mascherina, uomini e donne si sono posizionati in piazza. Nessuno slogan, nessun coro da stadio, nessun incitamento a odio o violenza. I partecipanti avevano tra le mani un libro aperto. Giovani e meno giovani, bambini e ragazzi, uomini e donne di tutte le età si sono ritrovati a Perugia per esprimere il loro dissenso al ddl Zan ma, soprattutto, per esprimere la volontà di restare liberi di pensare senza inginocchiarsi al pensiero unico.

Eppure, anche davanti a una manifestazione pacifica e silenziosa, sono piovuti insulti. "Vergogna, fascisti!", hanno gridato alcune persone insieme, insieme a una salva di insulti che hanno fatto molto rumore nella città umbra, soprattutto perché in contrasto con il silenzio dei manifestanti. Non ci sono state reazioni da parte di chi si trovava in piazza, i partecipanti hanno risposto con compostezza senza cadere nelle provocazioni e hanno proseguito nella loro libera espressione di dissenso civile. Non c'era odio ma solo voglia di difendere la propria opinione, non contro qualcuno ma per qualcuno.

In piazza della Repubblica c'era anche Simone Pillon, senatore leghista, commissario della sezione Lega di Perugia, che ha commentato: "Pieno sostegno alle Sentinelle in piedi che oggi hanno manifestato a Perugia contro il ddl Zan. O saranno tolte le parti ideologiche della legge o sarà battaglia in Senato".

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