Verona, romeno ubriaco attacca agenti che lo aiutano: subito libero

Lo straniero si era addormentato in mezzo ad una strada, ma l'aiuto dei poliziotti non è stato gradito. Ridestatosi, infatti, il 34enne ha aggredito gli agenti con pugni e calci e tentato di ferirsi da solo per incolparli l'indomani dinanzi al giudice durante il processo

Completamente ubriaco, si addormenta in mezzo ad una strada a Verona, quindi minaccia ed infine aggredisce i poliziotti intervenuti in suo soccorso.

Protagonista in negativo della vicenda un romeno di 34 anni, trovato assopito da alcuni agenti di polizia impegnati in un'operazione di pattugliamento del territorio nella zona tra via Torbido ed il piazzale del cimitero.

Sono all'incirca le 19 dello scorso sabato 14 settembre quando la volante individua un uomo disteso a terra. Vista la posizione pericolosa, lo straniero viene spostato di peso dalla carreggiata al vicino marciapiede. Non riuscendo a comprendere bene le condizioni dell'uomo, gli agenti richiedono l'intervento sul posto dei soccorritori del 118.

Il trambusto attorno a lui contribuisce a ridestare il romeno, che perde subito il controllo alla vista dei poliziotti. Prima gli insulti e le minacce, quindi l'aggressione fisica vera e propria. Pugni e calci furiosi contro gli uomini in divisa che lo avevano appena soccorso, e che si vedono costretti a bloccarlo a terra. Secondo quanto riferito dalla stampa locale, lo straniero ha anche tentato di provocarsi delle ferite da solo, col dichiarato intento di riferire al giudice di esser stato aggredito dai poliziotti.

Finito in manette, l'uomo è stato trasportato negli uffici della questura di Verona per le consuete operazioni di identificazione, ma ha trascorso ai domiciliari la notte precedente il giudizio direttissimo. L'accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale non ha comportato alcuna conseguenza per il 34enne, tornato a piede libero subito dopo la sentenza. Il giudice, infatti, ha convalidato il fermo e con la richiesta dei termini a difesa il processo è stato rinviato al 7 gennaio del 2020.

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