"Vietò il velo islamico". Buonanno costretto a pubblicare la condanna su Facebook

Da sindaco aveva messo cartelli con una croce rossa su burqa e niqab. Ora deve rendere pubblica su tutti i suoi siti la sentenza

"Vietò il velo islamico". Buonanno costretto a pubblicare la condanna su Facebook

Cambiano i tempi, cambiano le sentenze. Succede così che l'europarlamentare Gianluca Buonanno sia costretto a pubblicare su Facebook la condanna per aver vietato il velo islamico.

Tutto è iniziato quando era sindaco di Varallo Sesia (Vercelli) dove aveva fatto apporre all'ingresso del Paese un cartello con una croce rossa su burqa e niqab, a segnalare che in quel Comune non poteva essere indossato nessun tipo di velo. Come racconta La Stampa, due cittadini hanno presentato ricorso e hanno vinto: il tribunale ha obbligato Buonanno, il suo successre Eraldo Botta e l'amministrazione comunale a risarcirli con 11500 euro più le spese legali.

Ma la cosa che più sorprende è la decisione del giudice che ha costretto a pubblicare la sentenza per trenta offeso dalla provocazione del borgomastro oggi si è preso una bella rivincita: il politico (che qui ha abbandonato la fascia tricolore e ora è «pro sindaco») il suo successore alla poltrona di primo cittadino, Eraldo Botta, oltre che l’amministrazione sono stati condannati a risarcire i due cittadini che hanno presentato ricorso (per un totale di 11 mila 500 euro), a pagare le spese legali ma soprattutto a pubblicare la sentenza per trenta giorni consecutivi sul sito internet del

Comune, sul giornale locale Corriere Valsesiano e persino sul profilo Facebook di Buonanno, considerato uno dei media privilegiati dell'esponente del Carroccio.

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