"Qui non ci vogliamo più stare": esplode il focolaio dei migranti

Ancora un'altra manifestazione di protesta da parte dei migranti nell'ex hotel che si trova in provincia di Agrigento. Gli ospiti della struttura vogliono andare via. Tre di loro sono scappati

Non c’è pace per il centro di accoglienza Villa Sikania di Siculiana, nell’agrigentino. Anche oggi v’è stata una fuga che ha fatto seguito all’ennesima protesta messa in atto dai migranti che sono ospitati dentro la struttura. Il motivo è sempre lo stesso: gli ospiti chiedono di andare via perché stanchi di vivere dentro il centro. Alcuni di loro dicono di aver trascorso dentro l’ex hotel più dei 15 giorni previsti dal protocollo per l’osservazione della quarantena e di non aver ricevuto ad oggi alcuna comunicazione che parli di un trasferimento in altra sede. Motivo questo, stando alle dichiarazioni degli extracomunitari, che li porta a protestare. Ma le manifestazioni, come si è avuto modo di vedere negli ultimi giorni, non sono per nulla pacifiche. Qui si va ben oltre i dovuti modi e non si rispettano le leggi: gli ospiti si comportano in modo violento e scappano dalla struttura mettendo in difficoltà le forze dell’ordine chiamate a sorvegliare l’area interessata.

Nella tarda mattina di oggi i migranti hanno iniziato la loro protesta cercando di scavalcare le recinzioni, le inferriate e, arrampicandosi sul tetto spiovente della struttura. Nel pomeriggio in tre sono riusciti a scappare: uno attraversando l’ingresso principale e gli altri oltrepassando una recinzione perimetrale. A gambe levate sono riusciti a raggiungere la parte opposta dell’ex hotel correndo tra le sterpaglie. La fuga è durata poco perché sono stati tutti raggiunti dalle forze dell’ordine e riaccompagnati nuovamente dentro il Villa Sikania. Momenti di tensione anche ieri pomeriggio. Sempre per lo stesso motivo i migranti hanno manifestato e alcuni di loro sono saliti, come ormai da “tradizione”, sul tetto della struttura.

Non accenna a placarsi il clima di agitazione che regna dentro quella struttura dove la notte tra giovedì e venerdì scorsi ha perso la vita un giovane ospite eritreo nel tentativo di fuggire. Attraversando la Strada Statale 115 è stato travolto mortalmente da un’auto di passaggio. Nell’incidente sono rimasti coinvolti altri poliziotti uno dei quali ha riportato delle importanti fratture che hanno reso necessario un delicato intervento chirurgico. L’automobilista è stato arrestato e attualmente si trova ai domiciliari.

Nel frattempo non sono mancate le polemiche fra i cittadini che attraverso i social chiedono la chiusura del centro che al suo interno ha fatto registrare 16 persone positive e altre 19 con un tampone laringo faringeo di dubbio risultato. Vi è molta preoccupazione all’interno del piccolo paesino dove si conoscono tutti e dove la fuga dei migranti non passa inosservata. Al momento nulla cambia e le proteste dei migranti continuano da una parte e le preoccupazioni dei cittadini anche.

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Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 07/09/2020 - 19:05

ah se lo chiedono loro, potremmo accontentarli: li rimandiamo in africa :-)

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Lun, 07/09/2020 - 19:15

Ma cosa vogliono oltre l'hotel, ombrellone e lettino in spiaggia?

machimo

Lun, 07/09/2020 - 19:25

Non volete più stare qui? Allora portiamoli indietro in africa. Grazie mattarella

ilrompiballe

Lun, 07/09/2020 - 19:34

Ovvio, non erano queste le condizioni di vita che gli erano state prospettate : lavoro ben pagato, donne compiacenti, bella macchina ...