Polemica in Inghilterra: i test sul coronavirus sono limitati

Un lettore anonimo avrebbe segnalato al Guardian di avere gli stessi sintomi del ministro della Salute, positiva al Covid-19, denunciando l'impossibilità di effettuare un test: "Mi hanno detto di andare al lavoro, ma io sto a casa"

Nelle ultime ore anche la Gran Bretagna fa i conti con il diffondersi dei primi casi di coronavirus, soprattutto dopo che il ministro della Salute, Nadine Dorries, è risultata positiva alla nuova infezione asiatica. E oltre ai casi che si stanno accertando, dilaga anche la protesta per le restrizioni imposte dalle autorità sanitarie sui test per il Covid-19. La linea è indicata al numero verde del National Health Service, l'111 e soltanto chi è stato in zone ad alto tasso di contagio o è entrato in diretto contatto con persone positive può richiedere di effettuare un tampone.

La denuncia

Ma, intanto, da Westminster, un lettore anonimo avrebbe denunciato al Guardian di aver sviluppato gli stessi sintomi del ministro Dorries con tosse secca, dolori al petto e febbre da quattro giorni. Ma, secondo quanto riportato da quella testimonianza, dal 111 sarebbe arrivata la disposizione di tornare a lavorare con la tosse, "facendo finta di non averla", e con la raccomandazione di "lavare spesso le mani".

La testimonianza

L'anonimo avrebbe fatto sapere di aver ignorato il consiglio e di aver iniziato a lavorare dalla propria abitazione. "Il mio timore è che persone come me che potrebbero avere il coronavirus vengano mandati ugualmente al lavoro: è perché il governo non può fare i testi di cui c'è bisogno?", si è chiesto il lettore che ha scritto al Guardian. Intanto, però, a due deputati dei Comuni che erano entrati in contatto con il ministro Dorries è stato ordinato di mettersi in isolamento.

Carenza di controlli

Secondo quanto riportato anche da Sam Freedman, l'amministratore delegato dell'Education Partnership Group, un'agenzia di consulenza no profit nel campo dell'istruzione, anche nel suo caso non ci sarebbero test disponibili per accertare il suo effettivo stato di salute: "Ho tosse e febbre alta, ma non posso fare controlli. Questa è a dir poco una falla nel sistema dei test".

Le misure restrittive

Tuttavia, nonostante non tutti siano sottoposti agli esami per accertare l'eventuale presenza del Covid-19, da qualche giorno, nel Paese, come riportato da Il Messaggero, è in "isolamento volontario" chiunque arrivi dall'Italia, proprio a seguito dell'ultimo decreto emanato dall'esecutivo italiano. "A partire dal 9 marzo, chiunque arrivi nel Regno Unito da qualsiasi parte d'Italia è tenuto a restare al chiuso e a evitare contatti con altre persone, anche in assenza di sintomi", dice la disposizione britannica.

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