Viva gli inglesi. Ma andarcene non fa per noi

Viva gli inglesi. Ma andarcene non fa per noi

«I turisti sono il vero problema di Londra, sono loro a bloccare il traffico. Se potessimo bloccare il turismo avremmo risolto il problema della congestione». La bizzarra profezia di qualche anno fa del Principe consorte Filippo di Edimburgo, marito di Sua Altezza la regina Elisabetta, in un certo senso si è avverata ieri e forse neppure lui osava immaginare tanto. Il Regno Unito è fuori dalla Comunità Europea, gli europei a Londra entreranno solo se accettati, eccetera. Non sappiamo quanto questo inciderà sul traffico di Londra, ma nell'apparente stupida massima del Principe c'è più british pensiero, e pure sostanza, di quanto non ce ne sia in tutto Shakespeare.

Gli inglesi non sono europei e mai avrebbero potuto esserlo, sono inglesi e basta, sia nel bene che nel male. Conoscete un altro popolo che nelle urne manda a casa - successe nel 1945 - un primo ministro, Winston Churchill, che aveva fatto vincere loro contro ogni logica previsione una guerra mondiale? Eppure lì è successo, per cui non c'è nulla da stupirsi per la Brexit. Stupisce invece che in Italia qualcuno pensi di essere inglese e di seguirne le orme. Se funziona lì - sostengono questi signori - perché non dovrebbe andare bene anche per noi abbandonare l'Europa? I motivi per cui il paragone è improponibile sono tanti, ma riassumibili in uno: gli inglesi hanno resistito e respinto Napoleone e Hitler, noi all'imperatore francese e al dittatore del Terzo Reich abbiamo spalancato le porte di casa e ancora oggi c'è chi li celebra e rimpiange nonostante gli accertati danni che ci hanno provocato. Direi che la differenza non è di poco conto.

Lo stesso Churchill, del resto, pur ammirando i nostri difetti, ci aveva ben inquadrato: «Gli italiani - disse - sono gente strana: vanno in guerra come se andassero a una partita di calcio e vanno a una partita di calcio come se si andasse in guerra».

Agli inglesi - come sostiene il Principe consorte - i turisti danno fastidio. Noi sui turisti ci campiamo, il più delle volte coccolandoli e a volte truffandoli, ma guai a limitarne il flusso. Auguriamo lunga vita al Regno Unito, ma siccome auguriamo altrettanto all'Italia evitiamo stupide semplificazioni. E diciamo orgogliosi: siamo italiani, non inglesi. E ci va bene così.