Voghera, torna libero l'ex assessore che sparò al marocchino

Massimo Adriatici è ancora indagato per l'omicidio di Youns Boussettaoui ma è tornato libero per scadenza dei termini cautelari

Voghera, torna libero l'ex assessore che sparò al marocchino

Massimo Adriatici, ex assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera, è tornato in libertà. Era finito agli arresti domiciliari per aver sparato e ucciso Youns Boussettaoui la sera del 20 luglio scorso ma in queste ore sono scaduti i termini per la detenzione domiciliare. La misura "è scaduta e ha perso efficacia, così come ha detto lo stesso gip", ha spiegato il legale di Adriatici, Gabriele Pipicelli.

Le indagini, invece, vanno avanti e godono di un lasso di tempo maggiore prima di essere considerati scaduti. Tempo che, eventualmente, in questo caso può anche essere prorogato. Massimo Adriatici sarebbe potuto uscire già lo scorso venerdì, come richiesto dal gip. In quel caso, però, la richiesta era stata respinta. "Sta male perchè il gip ha rigettato la richiesta di revoca dei domiciliari nonostante il parere a lui favorevole della Procura", aveva spiegato Gabriele Pipicelli alla stampa dopo il rifiuto della domanda.

Oggi, invece, la misura cautelare perso efficacia per decorrenza dei termini. "Da oggi Adriatici è un uomo libero. Resta indagato ed è giusto che le indagini proseguano, senza frenesia, per cercare di chiarire tutti i dettagli di una vicenda che per noi rientra nella piena legittima difesa", ha spiegato ancora l'avvocato. Un passaggio che non è automatico nel sistema italiano, che non sarebbe avvenuto se la Procura avesse chiesto il giudizio immediato.

Nelle ultime settimane, Massimo Adriatici aveva usufruito di diversi permessi per andare a lavorare e svolgere la sua attività di avvocato penalista. Da oggi potrà farlo senza dover ottenere le autorizzazioni. "Va in studio e fa udienze fuori da Pavia", aveva spiegato Pipicelli pochi giorni fa.

Pochi giorni fa si è tenuto l'incidente probatorio per l'omicidio di Youns Boussettaoui e l'avvocato di Adriatici, al termine dell'udienza, ha dichiarato: "I due testimoni ascoltati con la formula dell'incidente probatorio, la terza teste è rientrata in Romania e non si presentata, hanno chiarito che c'è stata una piena legittima difesa. Una cosa è certa: il colpo di pistola è partito mentre veniva perpetrata un'altra aggressione da parte di questo ragazzo, il quale dopo averlo fatto cadere a terra avrebbe raccolto qualcosa di indeterminato".

Le testimonianze, stando a quanto riferito dall'avvocato, sono state "sostanzialmente convergenti. Entrambi dicono che Adriatici era a terra e il ragazzo steso sopra: è in quel momento che Adriatici ha esploso il colpo".

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