Cronache

Willy, ora è polemica sui ritardi: l'ambulanza non era disponibile

L'ospedale di Colleferro ha solo un'ambulanza, e quella notte il mezzo era già uscito per un'altra emergenza. All'arrivo del maresciallo Carella nessuno aveva ancora chiamato i soccorsi

Willy, ora è polemica sui ritardi: l'ambulanza non era disponibile

A distanza di giorni dalla morte di Willy Duarte Moteiro si continuano ad esaminare gli istanti che hanno preceduto il decesso del 21enne capoverdiano, ed ora l'attenzione si focalizza sul ritardo delle richieste d'aiuto e dei soccorsi. In molti ora si domandano se il ragazzo potesse essere salvato.

Secondo quanto ricostruito da "La Stampa", i giardini di Largo Oberdan, luogo in cui si trovava Willy, distano poco più di 250 metri dall'ospedale. Un mezzo di soccorso avrebbe impiegato pochissimo tempo per raggiugere il ferito, eppure quella tragica notte non era disponibile alcuna ambulanza. Il pronto soccorso dell'ospedale di Colleferro ha purtroppo una sola ambulanza, e al momento della chiamata per soccorrere Willy questa era già impegnata. "Era uscita poco tempo prima per un'altra emergenza", ha infatti spiegato un operatore del 118 alla "Stampa".

Trattandosi di un'urgenza, quella notte il servizio regionale dell'Ares aveva quindi provveduto a cercare un altro mezzo di soccorso, trovandone uno a Montelanico, a circa 15km di distanza. Secondo quanto riferito da alcuni presenti, l'ambulanza è arrivata ben 40 minuti dopo la chiamata al 118. I soccorsi, tuttavia, dichiarano altro."L'ambulanza è giunta sul posto alle ore 3.45: dall'attivazione del mezzo all'arrivo sul posto, dunque, sono trascorsi 12 minuti", affermano infatti oggi dalla centrale del 118, come riportato da "Agi"."La chiamata per il soccorso in questione è stata trasmessa dal Nue 112 alla nostra centrale operativa alle ore 3.31. La Centrale operativa, dopo aver effettuato il triage, ha inviato sul posto l'ambulanza della postazione di Montelanico alle ore 3.33. Tutti i tempi dei soccorsi sono informatizzati e quindi non suscettibili di 'interpretazione'".

Gli interrogativi si spostano quindi anche sulle richieste di soccorso al 112. Queste ultime sarebbero infatti state inoltrate in ritardo, secondo quanto ricostruito da "La Stampa". Il primo a dare l'allarme era infatti stato il maresciallo dei carabinieri di Colleferro, Antonio Carella. Svegliato dalla moglie che aveva udito delle urla in strada, Carella era uscito di casa per prestare aiuto al 21enne e chiamare i colleghi. Intorno a Willy, tuttavia, c'erano molti ragazzi, che avrebbero potuto contattare ben prima le forze dell'ordine. Almeno una ventina di individui, presenti al momento del pestaggio o arrivati poco dopo, si trovavano intorno al corpo esanime del ragazzo, ma nessuno era intervenuto per chiedere aiuto. Alcuni, al momento dell'arrivo del maresciallo, facevano addirittura foto o video, altri invece se ne stavano in disparte, spaventati o sotto choc. E intanto Willy giaceva a terra. Le numerose chiamate sono infatti arrivate al 112 solo dopo l'intervento di Carella.

In circostanze come questa, il tempo è fondamentale e può salvare una vita. Durante l'attesa dell'ambulanza, qualcuno ha addirittura cercato di raggiugere a piedi l'ospedale di Colleferro per chiedere ai sanitari di correre da Willy, ma secondo le regole vigenti ciò non è possibile. I medici non possono per regolamento muoversi dal pronto soccorso. Il risultato è stato che il 21enne ha raggiunto la struttura ospedaliera di Colleferro ben 50 minuti dopo aver subito il pestaggio, quando per lui non c'era ormai più nulla da fare.

Intanto le indagini proseguono. Considerato quanto rilevato dagli esami autoptici condotti sul corpo di Willy, la procura di Velletri ha deciso di cambiare il capo di imputazione da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario aggravato dai futili motivi. L'autopsia eseguita sotto la guida del dottor Giovanni Arcudi parla chiaro. "Gli esami hanno dimostrato che il giovane è stato sottoposto a un’aggressione prolungata, il corpo aveva numerose lesioni gravi che hanno provocato lo choc e poi l’arresto cardiaco", ha infatti dichiarato il medico legale, come riportato dal "Corriere della Sera". Gli aguzzini del 21enne avrebbero dunque agito con l'intenzione di uccidere. A convincere di ciò gli inquirenti anche i racconti di alcuni testimoni, che hanno dichiarato di aver visto alcuni degli aggressori saltare sul corpo esanime del ragazzo.

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