Yara, due coltelli di Bossetti all'esame degli inquirenti. Nessuna istanza di scarcerazione

I Ris di Parma si stanno concentrando su due coltellini trovati fra gli attrezzi di Bossetti. I legali non presentano istanza di scarcerazione: "Strategia difensiva"

Si cercano le prove per inchiodare Massimo Giuseppe Bossetti. Dopo gli esami del Dna e le analisi dei pc del muratore, adesso gli inquirenti hanno posto l'attenzione su due coltellini. Due lame sospette che fanno parte degli attrezzi del sospettato dell'omicidio di Yara Gambirasio e sulle quali si sta concentrando il Ris di Parma. Si tratta di due coltellini piuttosto corti che - come scrive il Corriere della Sera - potrebbero corrispondere alle dimensioni indicate dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo e messe nero su bianco dal gip Ezia Maccora nella sua ordinanza: uno spessore minimo di 0,2 millimetri e una lunghezza di almeno due centimetri. Il cadavere di Yara presentava "almeno otto lesioni da taglio e una da punta e taglio, al collo, ai polsi, al torace, al dorso e alla gamba destra, senza presenti lesioni tipicamente da difesa", secondo l'analisi del corpo della giovane di Brembate.

Adesso toccherà accertare se uno di quei coltellini sia l'arma del delitto. Difficile comunque trovare tracce biologiche utili dal momento che sono passati più di tre anni e sette mesi dall’omicidio. Intanto, mentre gli inquirenti continuano a cercare prove scientifiche, i legali di Bossetti hanno deciso di non presentare istanza di scarcerazione al tribunale di riesame "per una strategia difensiva". "Abbiamo scelto di non prendere alcuna scorciatoia ma di dimostrare in dibattimento quelle che sono le spiegazioni alternative date dal nostro assistito. Pur in presenza di un quadro probatorio che sembra portare la sua firma, noi crediamo all'innocenza di Bossetti e cercheremo di dimostrarla in un dibattimento", hanno spiegato i legali di Bossetti.

Commenti
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bussirino

Lun, 30/06/2014 - 08:47

Non si possono immaginare colpevolezze o innocenze su notizie giornalistiche, per questo dobbiamo attendere la fine delle indagini. Certo è che moglie, madre e lui sanno se colpevole o innocente ma apprendiamo solo da loro l'innocenza. Quindi...aspettiamo sperando che Yara abbia giustizia. Ma come si vede, vi sono costi dello Stato per la ricerca del colpevole incomprensibili e non giustificati quando poi o giudici li mettono in libertà a dispetto delle vittime come la Anna Maria Franzoni e tantissimi altri. Questa si che è una vera vergogna...!!!!!!! Cesare da Firenzuola

un_infiltrato

Lun, 30/06/2014 - 08:50

Oggi i "legali" chiedono la scarcerazione dell'assassino forse per offrirsi al suo posto. E mi pare giusto!

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mr.cavalcavia

Lun, 30/06/2014 - 11:38

Sì, ho capito. In altre più dirette parole suonerebbe come segue. Una pèoverina è stata massacrata orrendamente. Tra vacanze ed errori i giudici non ne vengono a capo di una. Poi, ecco (una soffiata?)...la pista! Allora vale il solito metodo: sbattere in galera un sospettato e fare in modo che sia la difesa ad "imbastire" il processo. Naturalmente si deve dare anche contro agli avvocati che devono in 10 gg recuperare i 4 anni spesi a fare non si è capito bene cosa. E' èpossibiel che le prove non le sbatta sul tavolo la procura? Hanno qualcosa in mano oltre a dei peli, no del sangue, no ignoto 1, no il furgoncino, la calce, anzi no il talglierino.... MA a quale "RITO IMMEDIATO" vorreste andare a farvi impalllinare? Mi auguro che il colpevole di questo crimine orrendo venga trovato presto. Non oso pensare che cosa succederebbe nelle valli se si scoprisse che Bossetti nulla c'entra. Si leggerà di questo caso ancora ed ancora.

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Dragon_Lord

Lun, 30/06/2014 - 13:06

chiunque di voi può diventare un Bossetti, basta starnutire in bus o metrò vicino ad una persona che verrà uccisa ed ecco il colpevole

agosvac

Lun, 30/06/2014 - 13:21

Egregio cavalcavia, lei ha detto una cosa molto importante e che viene sempre disconosciuta dalla giurisprudenza italiana: deve essere l'accusa a provare oltre ogni ragionevole dubbio la colpevolezza dell'imputato, non la difesa a doverne dimostrare l'innocenza!!! In Italia avviene tutto il contrario, anzi si arriva, in certi casi, all'assurdo che sia gli avvocati della difesa sia i testimoni della difesa vengano accusati di falso!!! Il massimo della delinguenza!!!!!!!

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lucianoch

Lun, 30/06/2014 - 13:48

per Dragon Lord 13,06 Come dire che se analizzano le sue mutande, possono anche trovare il dna di George Clooney

Raoul Pontalti

Lun, 30/06/2014 - 14:10

Lama dallo spessore minimo di 0,2 mm e dalla lunghezza di almeno 2 cm (si sorvola sulla larghezza della lama...): praticamente dal rasoio di sicurezza fino allo spadone dei lanzichenecchi: che razza di perizia anatomopatologica... Probabilmente l'arma del delitto dovrà indicarla l'assassino e non è detto che la si ritrovi mai (perché l'assassino molto verosimilmente se ne sarà già disfatto e da molto tempo). Una via percorribile invece a mio avviso è la ricerca sistematica nell'ambiente domestico e di lavoro del sospetto di tutto ciò che è afferente a Yara e sui resti di Yara tutto ciò che è afferente al sospetto e al suo ambiente. Esemplificando: peli dei cani del sospetto sugli indumenti di Yara, tracce di materiale organico di Yara nei veicoli usati dal sospetto o di parti anche minuscole degli indumenti della stessa, etc.. L'utilizzo sistematico delle moderne tecniche laboratoristiche dovrebbe poter collegare l'omicidio al suo autore inchiodandolo senza rimedio. Non valgono qui le riserve fatte per altri delitti dove i sospettati avevano familiarità con i rispettivi ambienti del delitto in cui fu reperito il loro DNA: qui l'ambiente sono gli indumenti intimi di una bambina dove il DNA di un figlio di puttana non si sarebbe mai dovuto trovare.

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Leo Vadala

Lun, 30/06/2014 - 15:34

Sig. Luca Romano, la invito a leggere l'articolo di Vittorio Feltri su "Il Giornale" di oggi.

Raoul Pontalti

Lun, 30/06/2014 - 16:18

agosvac l'accusa ha in mano la prova regina: il DNA che tra l'altro è già servito a inchiodare un'adultera....Un DNA che si sarebbe potuto rinvenire su attrezzi di cantiere, su veicoli anche noleggiati, su lettini di solarium, etc ma giammai sulle mutandine di una bambina. A questo punto è l'imputato a dover fornire una spiegazione e a produrre u alibi, ossia indicare propriamente che quella maledetta sera non si trovava sul luogo del delitto, mentre la prova che fosse lì è data fino a prova contraria da quel DNA.

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fritz1996

Lun, 30/06/2014 - 16:56

Sì, certo, i due coltellini potrebbero essere compatibili, per dimensioni, con quello che ha ucciso la povera Yara... esattamente come milioni di altri coltelli presenti in tutta Italia. Purtroppo questo affannarsi a trovare "ulteriori" prove fa sospettare che queella cosiddetta regina, il Dna, non sia poi così inoppugnabile.

nino47

Lun, 30/06/2014 - 21:48

Accidenti! I peli,i capelli ed ora ben due coltelli!...ma il biglietto da visita quando spunta??

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ohm

Mar, 01/07/2014 - 17:02

Certo che alcuni casi seppur nella loro crudeltà sono veramente ridicoli. Cosa costa dire la verità ? La Franzoni, lo Stasi, il Bossetti,il Parolisi, la Knox e il Sollecito.....tutti innocenti......ma chi uccide le vittime ?