Cruz, l’uomo che si scatena quando vede il bianconero

Roma La doppietta al Chievo ha regalato alla Lazio il primo posto in classifica. E dovrebbe essere lui, tra gli acciacchi di Zarate e Rocchi, a guidare l’attacco biancoceleste contro la Juventus. A Torino non sono tranquilli, Julio Cruz è una bestia nera dei bianconeri: l’argentino ha già segnato alla Juve 2 gol in Champions League con la maglia del Feyenoord, 5 in serie A con Bologna e Inter, 2 reti nel trofeo Tim, e altre 3 in Coppa Italia sempre con la maglia dei nerazzurri. Insomma, stasera all’Olimpico il quasi 35enne attaccante sudamericano cercherà di fare «tredici» nel suo bottino personale con la Vecchia Signora. E indirettamente di fare un piacere ai suoi vecchi compagni dell’Inter e al suo ex presidente Massimo Moratti, dai quali si è separato quest’estate per mancanza di spazi.
D’altronde il fiuto del gol, la dedizione alla causa e il senso di appartenenza sono i lineamenti che disegnano il ritratto del calciatore argentino, cresciuto nel vivaio del Banfield ed esploso con la maglia del River Plate. Proprio quest’esperienza gli ha regalato fama e un soprannome singolare: «El Jardinero». Il nomignolo arrivò dopo che un giornalista argentino lo scoprì durante un’escursione in trattore sui campi da gioco dei Millionarios. Ma quel soprannome gli valse anche un biglietto aereo per l’Europa, destinazione Olanda. E così dopo i 33 gol argentini, ne giunsero 50 con la maglia del Feyenoord. Due dei quali segnati all’allora portiere dei bianconeri Angelo Peruzzi (uno dei tanti doppi ex del passato della sfida di stasera) il 26 novembre 1997.
Da allora il suo bersaglio è diventato Gigi Buffon: il 13 aprile 2003 lo infilò a Bologna, una delle 27 reti dell’avventura di Cruz (tre stagioni) in rossoblù; poi nei quattro anni successivi con la maglia dell’Inter e sempre al Delle Alpi di Torino (tranne le due nel Trofeo Tim). Tutte reti decisive, dalla doppietta del 29 novembre 2003 al gol vittoria del 20 aprile 2005. Unica eccezione, le tre reti realizzate in Coppa Italia a Belardi, secondo di Buffon nel 2008, che contribuirono al passaggio del turno dei nerazzurri.
Il tecnico biancoceleste Ballardini è contento del suo rendimento. Cruz, arrivato nella capitale un po’ a corto di condizione, sta pian piano recuperando la forma migliore. E stasera vuole dare un altro dispiacere alLa Juve, stavolta per il bene della Lazio.