Un corso di sommelier per astemi? Proprio così. A Zola Predosa, nel bolognese, ha preso avvio un progetto di formazione e inclusione sociale che utilizza la cultura del vino come strumento educativo, prescindendo dal consumo di alcol. L’iniziativa, partita lo scorso 26 gennaio, è promossa a livello nazionale da AIS Puglia e realizzata sul territorio grazie al coinvolgimento diretto di AIS Emilia, che ne cura l’impianto didattico mettendo a disposizione i propri sommelier.
Il corso si svolge presso la sede dell’associazione Ricreamente APS-ADS, in via Leonardo da Vinci, ed è rivolto a ragazze e ragazzi a partire dai 16 anni con Bisogni Educativi Speciali che, per motivi di salute o prescrizioni specifiche, non possono assumere sostanze alcoliche. Gli otto partecipanti coinvolti seguono un percorso pensato per fornire competenze culturali e professionali legate al mondo del vino, attraverso un approccio accessibile e adattato alle diverse esigenze.
“Il Sommelier Astemio” nasce a Bari da un’idea di Raffaele Massa ed è, a oggi, un progetto unico nel panorama nazionale. L’obiettivo è superare il modello tradizionale della degustazione, puntando su conoscenza, linguaggio, osservazione e capacità di racconto. Il vino diventa così materia di studio e occasione di crescita personale, orientamento e possibile inserimento lavorativo, senza che il consumo sia elemento centrale o necessario.
Fondamentale, per l’avvio del corso a Zola Predosa, è stato il ruolo delle istituzioni locali. Il Comune ha favorito il contatto tra AIS, l’associazione Ricreamente e l’Istituto IPSAR Luigi Veronelli – sede di Valsamoggia, frequentato dagli aspiranti “sommelier astemi”. Una rete che ha consentito di adattare il progetto alle caratteristiche del territorio e dei partecipanti.
Il percorso formativo si articola in 14 lezioni a cadenza settimanale e affronta i temi cardine della didattica AIS: viticoltura, enologia, tipologie di vino, servizio e abbinamento cibo-vino. L’approccio privilegia l’analisi visiva e olfattiva, riducendo al minimo gli aspetti legati all’assaggio. Le lezioni sono supportate dal volume “Io Valgo – Imparo a raccontare il Vino”, testo pensato appositamente per il progetto, con un linguaggio semplificato e un apparato illustrativo che facilita la comprensione.
Ogni incontro prevede la presenza di tutor qualificati – pedagogisti, educatori, docenti di sostegno o psicologi – affiancati da un numero adeguato di sommelier AIS, così da garantire un accompagnamento costante e una didattica calibrata sulle capacità individuali. Il corso si concluderà a metà aprile con una visita in cantina, momento di sintesi del percorso e primo contatto diretto con il contesto produttivo.
La partecipazione è gratuita grazie al sostegno di enti pubblici e sponsor privati.
Tra questi, Banca Intesa Sanpaolo ha contribuito con un finanziamento di 3.000 euro. Un supporto che consente di mantenere accessibile un progetto che, al di là del vino, propone un modello di formazione inclusiva e replicabile.