Torna in Lombardia Gourmantico, una manifestazione che intende valorizzare il territorio e rendere l’alta cucina più accessibile al grande pubblico. A partire dal passato 12 gennaio e fino al 2 aprile ventuno ristoranti di quattro province proporranno in giorni determinati (e comunque escludendo i giorni di San Valentino) un menu degustazione completo al prezzo fisso di 80 euro, con un’unica deroga tariffaria rappresentata dal ristorante Villa Elena, due stelle Michelin, dove il pasto costerà 160 euro.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Culturale Enogastronomica “Insieme”, realtà che lavora da tempo sulla promozione del territorio attraverso il racconto della cucina contemporanea. «Siamo felici di essere qui per la terza edizione e che l’associazione stia crescendo anche per i soci membri della nostra associazione – afferma Camillo Rota, Antica Osteria de Camelì e presidente dell’Associazione Insieme – questo dimostra l’impegno di tutti nella promozione della cucina italiana di qualità patrimonio dell’umanità».
Gourmantico è giunta alla sua terza edizione con numeri sempre crescenti: nel 2025 si erano contate 15 mila prenotazioni e circa 30 mila coperti, con un pubblico proveniente da tutta la Lombardia. Anche il sito ufficiale, www.gourmantico.it, aveva superato i 180 mila visitatori, segno di un interesse che va oltre il singolo appuntamento a tavola.
I ventuno ristoranti coinvolti sono per lo più in provincia di Bergamo: Al Vigneto a Grumello sul Monte, Antica Osteria dei Camelì ad Ambivere, Bolle a Lallio, Collina ad Almenno San Bartolomeo, Cucina Cereda a Ponte San Pietro, Frosio ad Almè, Il Saraceno a Cavernago, La Caprese a Mozzo, Loro a Trescore Balneario, Osteria della Brughiera e Tenuta Casa Virginia a Villa d’Almè, Umberto De Martino a San Paolo d’Argon, Zù a Riva di Solto e nel capoluogo Impronte, Osteria Tre Gobbi, Villa Elena e Roof Garden. Ma ci sono anche ristoranti nella provincia di Sondrio (Il Cantinone di Madesimo), Brescia (Gaudio a Barbariga), Monza-Brianza (Pomiroeu a Seregno) e Como (Il Cantuccio ad Albavilla). Ogni proposta sarà pensata come un racconto autonomo, legato all’identità dello chef e del luogo.
Gourmantico si presenta non come una semplice rassegna gastronomica, ma come un progetto culturale che mette al centro il cibo come linguaggio. Storia, tradizione e innovazione sono le coordinate dichiarate, con l’obiettivo di offrire un’esperienza curata, riconoscibile e di livello, senza trasformarla in un esercizio elitario. Alla base del progetto resta una selezione rigorosa degli aderenti. I criteri fissati dall’Associazione Insieme includono l’anzianità dell’attività, il riconoscimento da parte delle principali guide nazionali, la qualità complessiva dell’offerta e una politica di prezzo coerente con la filosofia dell’evento.
Il tema scelto per Gourmantico 2026 è “Racconti da gustare”. Un titolo che invita a leggere la cucina come forma narrativa, dove ogni piatto diventa una storia capace di evocare ricordi, viaggi e visioni personali. Un’idea che attraversa l’intero progetto e che trova nella relazione tra cucina, sala e cliente il suo punto di equilibrio. «La tavola diventa un luogo di relazione, racconto e condivisione – sottolinea Francesca Mauri del ristorante Impronte e consigliere dell’associazione –. In un contesto culturale sempre più orientato alla velocità, Gourmantico rivendica il valore del tempo dedicato all’esperienza gastronomica».
Gli chef, più che inventare storie, sono chiamati a raccontare sé stessi attraverso piatti che parlano di stagionalità, tradizione e visione, fabbricando un racconto collettivo che coinvolge anche il cliente, che non resta spettatore ma parte attiva dell’esperienza.Gourmantico 2026 avrà anche un’edizione estiva, a giugno. Informazioni e ristoranti aderenti su www.gourmantico.it.