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Lombardia, vino, territori e turismo protagonisti a VinItaly 2026

La Lombardia si prepara a tornare a Vinitaly 2026, il Salone internazionale del vino e dei distillati in programma a Verona dal 12 al 15 aprile

Lombardia, vino, territori e turismo protagonisti a VinItaly 2026

Una produzione di vino cresciuta del 20% contro l'8% del dato nazionale e l'export in aumento del 7,1%, contro un calo di circa il 4% a livello nazionale. Con questi numeri la Lombardia si prepara a tornare a Vinitaly 2026, il Salone internazionale del vino e dei distillati in programma a Verona dal 12 al 15 aprile. Oltre 4.000 gli espositori, in 18 padiglioni. Attesi poco meno di 100 mila operatori nelle quattro giornate di apertura. E per la Lombardia tante novità, a partire dal Padiglione che non si limiterà a presentare soltanto il vino, ma anche i territori, la cucina, l’accoglienza e il turismo: uno sguardo che va oltre il prodotto per raccontare un sistema sempre più integrato e competitivo. “Vinitaly -spiega il presidente della Regione, Attilio Fontana- è per la Lombardia una vetrina strategica, una grande piattaforma perché ci consente di presentare al mondo non solo l’eccellenza dei nostri vini, ma anche la qualità complessiva dei territori che li producono. La visibilità generata dalle Olimpiadi ci ha permesso di far conoscere tanti siti a nuovi mercati, come la Valtellina che non aveva mai avuto relazioni dirette con il mercato americano. Anche l'articolo su una testata di primo piano ha portato nuovi visitatori e nuove opportunità. Ora dobbiamo consolidare questa spinta e trasformarla in sviluppo duraturo per le imprese e per l’intera filiera del Made in Lombardy”. La strategia ideata dalla Lombardia si inserisce in un momento particolarmente favorevole per la regione, sulla scia dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, che hanno rafforzato la visibilità internazionale della Lombardia e dato un impulso significativo al turismo territoriale. In questo contesto il vino si conferma uno dei principali ambasciatori del territorio, capace di connettere prodotti di qualità, paesaggio, cultura e attrattività. Un ruolo ulteriormente rafforzato dalla celebrazione della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, che valorizza la tradizione gastronomica come elemento identitario e leva strategica di promozione. Il comparto vitivinicolo lombardo si presenta a Vinitaly con indicatori in crescita e una struttura produttiva sempre più solida. Nel 2025 l’export ha, infatti, raggiunto il record storico di 331,5 milioni di euro, in crescita del 7,1% sul 2024 e in controtendenza rispetto al calo registrato a livello nazionale (-3,7%) e in tutte le principali regioni esportatrici. Non solo. La vendemmia 2025, che si è chiusa con una produzione di oltre 143 milioni di bottiglie potenziali, in crescita del 16,3% rispetto al 2024, ha visto ulteriormente rafforzarsi la vocazione alla qualità della produzione regionale. “Il comparto vitivinicolo lombardo -sottolinea l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Alessandro Beduschi- dimostra una forza e una capacità di crescita tutt’altro che scontate. Il record dell’export a oltre 331 milioni di euro, in controtendenza rispetto ad altre realtà è il risultato di un lavoro strutturato sulla qualità, sull’organizzazione della filiera e sulla capacità di sfidare i mercati internazionali. E la qualità, in Lombardia, non è uno slogan: è un dato concreto. Oltre il 90,5% delle bottiglie prodotte rientra nelle Denominazioni, a fronte di una media nazionale che si ferma al 74%. Da qui dobbiamo continuare a muoverci: non inseguire modelli che non ci appartengono, ma rafforzare ciò che già ci distingue. Il vino oggi è esperienza, turismo, cultura. Se continuiamo su questa linea di qualità, posizionamento e visione integrata con il sistema di accoglienza, i risultati che oggi registriamo non resteranno un traguardo, ma diventeranno la base per una crescita ancora più solida”.

Sul fronte degli investimenti, la misura Ocm sta sostenendo l’innovazione e la competitività del comparto, perché il vino lombardo continui a rafforzare la propria presenza sui mercati. Nella campagna 2025-2026 lo ha fatto con un sostegno pari a 3,7 milioni di euro, che ha attivato oltre 9,3 milioni di euro di investimenti complessivi. “L’enoturismo si conferma uno dei segmenti più dinamici del mondo del vino, con circa 18 milioni di italiani coinvolti (4,5 milioni in più rispetto al 2024) -ricorda Roberta Garibaldi, presidente dell’Associazione italiana turismo enogastronomico- . L'interesse per le visite dirette alle aziende di produzione cresce strutturalmente: dal 60% nel 2021 al 77% nel 2025 - a conferma della centralità del contatto diretto con il mondo agricolo. I dati evidenziano che i turisti italiani cercano sempre più varietà, relazione e qualità dell’esperienza nell’enoturismo. Non è un caso che la visita alle cantine a conduzione familiare sia oggi l’esperienza più apprezzata, segno di una forte attenzione al rapporto umano in un mondo sempre più permeato dal digitale. Fra le proposte crescono le degustazioni (+15 punti percentuali rispetto al 2024), con una domanda crescente anche per le forme più sofisticate come cene in cantina e abbinamenti cibo-vino". "La qualità dell’accoglienza -aggiunge- si conferma determinante: il 68% dei turisti indica la professionalità del personale come motivo principale del ritorno in cantina, insieme alla possibilità di partecipare a esperienze enoturistiche diverse (64%) e alla facilità di prenotazione (66%), evidenziando le principali leve di sviluppo per il settore . Tra i fattori di scelta della cantina e della destinazione del vino, oltre alla bellezza del paesaggio e al rapporto qualità-prezzo, emerge la prossimità geografica (65%), che apre opportunità rilevanti per attività di breve raggio e di prossimità". A trainare questa dinamica positiva è anche l’enoturismo, che nel triennio 2022–2024 ha registrato una crescita media annua del 16% dei visitatori, posizionando la Lombardia tra le aree più dinamiche del panorama italiano: “I numeri -afferma il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio- confermano la solidità e il potenziale di crescita del comparto vitivinicolo lombardo. L’aumento dell’export, la crescita dell’occupazione, con gli addetti in aumento dell’8,2% negli ultimi dieci anni, ma anche il dinamismo dell’enoturismo dimostrano come il vino sia oggi una leva economica strategica per il territorio. La sfida è continuare a investire in qualità, innovazione e promozione, rafforzando il posizionamento della Lombardia sui mercati internazionali, sostenendo le quasi 3 mila imprese vitivinicole lombarde che oggi garantiscono lavoro stabile a circa 6.500 addetti, a cui si aggiungono migliaia di lavoratori stagionali”. Il Padiglione Lombardia, situato al primo piano del Palaexpo, ospiterà produttori, consorzi, associazioni e istituzioni negli spazi espositivi finanziati e realizzati nell’ambito dell’Accordo di Programma tra Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia. Negli oltre 3.000 metri quadrati saranno presenti più di 150 realtà, con oltre mille etichette in degustazione, a rappresentare la ricchezza e la varietà del patrimonio vitivinicolo regionale.

Nel ricco palinsesto di eventi proposti al Padiglione Lombardia, spicca il momento celebrativo dedicato alle eccellenze lombarde in programma lunedì 13 aprile, con la partecipazione del maestro pasticcere Iginio Massari, di Bruna Gritti, che con il marito Vittorio Cerea ha creato il mito di ‘Da Vittorio’, e di Maurizio Zanella, fondatore di Ca’ del Bosco. La partecipazione lombarda a Vinitaly nasce dalla collaborazione tra Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Consorzi di tutela.

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