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«Come cucinare una bomba in cucina»

New York«Lo chef di al Qaida»: ovvero «Come cucinare una bomba nella cucina di tua madre». È l’ultima trovata di al Qaida nella Penisola Arabica. Il titolo, che si fa subito leggere, è una delle cover story di “Inspire”, una rivista di propaganda in inglese al suo “numero zero” rintracciata da ricercatori privati che pattugliano la rete. La rivista è composta da 67 pagine, ma risultano leggibili soltanto le prime tre. «The al Qaida Chef: Make a bomb in the kitchen of your Mom» evoca giovani aspiranti terroristi un po’ mammoni che pasticciano con fertilizzanti e cosmetici ai fornelli della madre in burqa. Sembra quasi una burla, ma burla probabilmente non è se non altro perché hanno fatto ricorso a ordigni fatti in casa sia gli attentatori di Londra del 2005 sia Faizal Shahzad (l’uomo di Times Square), ma anche Najibullah Zazi, l’afghano-americano che con due compagni di scuola voleva colpire New York e aveva comprato gli ingredienti della sua «torta esplosiva» in un negozio di prodotti per parrucchiere.
Spesso questi aspiranti stragisti attingono le loro ricette dal web. E gli ultimi esempi di tentati attentati in America hanno puntato i riflettori sui “terroristi della porta accanto”, ragazzi apparentemente insospettabili e ben inseriti o mimetizzati nella società americana ma sensibili al richiamo sanguinario delle frange più estremiste dell’Islam.
“Inspire” si rivolge a loro: è una rivista di propaganda ed è la prima di al Qaida nella Penisola Arabica in lingua inglese. L’esistenza del magazine, segnalata dal direttore dell’antiterrorismo Michael Leiter a un forum sulla sicurezza interna a Aspen in Colorado, è rimbalzata sulla Fox dove è stata presa sul serio dagli esperti di terrorismo.
Nel numero zero c’è un messaggio «al popolo dello Yemen» di Ayman Al-Zawahari, il numero due della rete che da anni si nasconde con bin Laden nelle caverne del Waziristan. Dello stesso bin Laden c’è uno scritto su «come salvare la terra“.
«Inoltre invitiamo i nostri lettori a inviarci i propri articoli, commenti o suggerimenti», si legge ancora nell’introduzione. Artefice dell’intento propagandistico di al Qaida è Anwar al Awlaki, l’imam radicale nato negli Stati Uniti che oggi vive in Yemen. Le autorità ritengono che i suoi sermoni, diffusi su internet in lingua inglese, abbiamo ispirato diversi progetti di attentati negli Stati Uniti.

Secondo l’intelligence americana, l’imam avrebbe avuto forti legami con gli attentatori dell’11 settembre, con Umar Farouk Abdulmutallab, il cittadino nigeriano che ha tentato di far esplodere a Natale un aereo diretto a Detroit, e con Nidal Malik Hasan, lo psichiatra che ha ucciso 13 persone a Fort Hood lo scorso novembre.

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