In meno di ventiquattr’ore il post pubblicato da Karoline Leavitt su X, in posa mentre tiene in braccio la sua “Viviana aka Vivi” venuta alla luce lo scorso 1° maggio, ha già raccolto 15 milioni di visualizzazioni, 280 mila like e oltre 25 mila commenti.
Fin qui, pur se il dato è di per sé corposo, la foto e il post per quanto perfetti inneschi dell’emotività social, non sono contenuti dirompenti, né particolarmente notiziabili se non fosse per il fatto che la Leavitt dallo scorso 20 gennaio 2025 ricopre per diretta volontà del presidente Donald Trump l’incarico di Portavoce della Casa Bianca, è la trentaseiesima Press Secretary dell’amministrazione statunitense. La più giovane in assoluto nella storia americana ad aver ricoperto l’incarico.
Il successo del post, che anche su Instagram ha macinato numeri importanti con 443 mila mi piace e 19 mila commenti – senza contare i 10.041 nuovi follower che hanno iniziato a seguire il profilo - è la conferma di una mutazione dell’ecosistema mediale che non riguarda solo i leader politici, naturalmente sovraesposti per ruolo e funzione, quanto anche quelle delle figure più tecniche.
Molto probabilmente, la scelta di Trump di nominarla alla guida della comunicazione della Casa Bianca ha tenuto in considerazione proprio questa dimensione di influencer, di social celebrity della Leavitt, di riuscire a generare con la sua narrazione digitale un’audience rilevante. Del resto, grazie a questa dote di interazioni e follower, la Leavitt ha ottenuto nel 2022, la nomination repubblicana per sfidare nel 1° distretto del new Hampshire il candidato democratico Chris Pappas per le elezioni alla Camera dei Rappresentanti.
In quell’occasione, la Leavitt si presento agli elettori come la “conservatrice della Generazione Z”. Un legame che non si è mai interrotto per la verità, tant’è qui basta rammentare che la prima iniziativa presa da Press Secretary, qualche ora dopo la fine della cerimonia di insediamento del presidente, è stata quella di aprire le conferenze stampa alla Casa Bianca ai “new media”, cioè non solo più alle testate ufficiali e accreditate, ma anche ai giornalisti indipendenti, podcaster, youtuber e influencer dei social media.
Una proposta che non è passata inosservata e che ha fatto molto rumore, adottata di recente anche dal nuovo sindaco di New York, tanto che nei due giorni successivi all’invito della Leavitt alla mail della Casa Bianca sono arrivate oltre 23 mila richieste di accredito.
C’è da scommettere che un buon numero di questo esercito di content creator indipendenti ha interagito e condiviso il post di mamma Karoline allargandone così ulteriormente l’audience digitale, rendendolo così ancor più virale di quanto non lo fosse già.