La Cina sta facendo i conti con una crisi silenziosa ma sempre più evidente: all’interno del Paese non c’è più spazio per i morti. Tra urbanizzazione accelerata, popolazione che invecchia rapidamente e costi funerari in crescita, il Dragone sta ridefinendo il modo in cui gestisce la morte. Tra pochi giorni, intanto, entrerà in vigore una nuova legge che vieta una pratica ormai diffusa nelle grandi città: conservare le ceneri dei defunti in appartamenti privati, trasformati in veri e propri santuari domestici.
Cosa succede in Cina
Secondo quanto riportato dal Guardian, il governo cinese ha deciso di proibire l’uso di abitazioni residenziali per custodire urne funerarie e, più in generale, di limitare le sepolture ai soli cimiteri pubblici autorizzati. La norma arriva a ridosso del Qingming, la tradizionale festa dedicata alla commemorazione degli antenati, e punta a contrastare un fenomeno cresciuto negli ultimi anni: quello dei cosiddetti “appartamenti delle ceneri”.
Si tratta di case spesso vuote, trasformate in spazi rituali con luci votive, candele e file ordinate di urne, organizzate per generazione familiare. Alla base di questa scelta c’è una logica sempre più economica. I terreni cimiteriali, infatti, sono sempre più rari e costosi, mentre gli immobili – complice il calo dei prezzi registrato tra il 2021 e il 2025 – risultano in molti casi un investimento più conveniente.
A questo si aggiunge una differenza normativa significativa: i loculi nei cimiteri vengono concessi per circa vent’anni, mentre gli appartamenti garantiscono diritti d’uso fino a settant’anni. Il risultato è che, per molte famiglie, acquistare una casa per i propri defunti è diventata una soluzione più stabile e, paradossalmente, più economica.
Un fenomeno delicato
Il fenomeno riflette una trasformazione più ampia della società cinese. Il Paese sta vivendo una delle transizioni demografiche più rapide al mondo: nel 2025 si sono registrati oltre 11 milioni di decessi, a fronte di meno di 8 milioni di nascite.
Ebbene, questa pressione crescente sul sistema funerario si scontra con la scarsità di terreni disponibili, soprattutto nelle metropoli. Non a caso, le autorità locali stanno incentivando forme alternative di sepoltura, definite “ecologiche”, come la dispersione in mare o le sepolture profonde senza lapidi.
A Shanghai, per esempio, le cremazioni con dispersione marina hanno superato per la prima volta quota 10mila in un solo anno.
Tuttavia, la nuova legge ha già suscitato dubbi e critiche tra i cittadini, soprattutto sui social network: molti si chiedono come sarà possibile controllare il rispetto del divieto e denunciano che, anche con sconti significativi, i cimiteri restano economicamente inaccessibili per una parte della popolazione.