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“La più grande crisi dalla Seconda Guerra Mondiale”: l'incubo che terrorizza il Giappone

Tensioni in Medio Oriente più caldo anomalo atteso per l’estate: ecco la tempesta perfetta che spaventa il Giappone in vista per l’estate, con Tokyo che rischia una grave crisi energetica

“La più grande crisi dalla Seconda Guerra Mondiale”: l'incubo che terrorizza il Giappone
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Il Giappone osserva con attenzione quello che succede in Medio Oriente. Tokyo sa bene che un eventuale fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran potrebbe avere conseguenze dirette sulla propria sicurezza energetica. Il timore principale riguarda lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il transito di petrolio e gas naturale liquefatto, da cui dipende gran parte dell’approvvigionamento del Paese asiatico. A complicare il quadro si aggiunge un’anomala ondata di caldo precoce che sta già facendo salire la domanda di elettricità e che potrebbe accompagnare la quotidianità dei giapponesi per gran parte della stagione estiva.

Cosa rischia il Giappone

Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, il rischio più immediato non riguarda tanto il petrolio, di cui Tokyo dispone di riserve relativamente solide, quanto, come detto, il gas naturale liquefatto, fondamentale per la produzione di energia nelle grandi aree urbane e molto più difficile da immagazzinare. Le scorte disponibili dovrebbero essere sufficienti per coprire appena un mese di consumo, e questo rende il sistema vulnerabile a qualsiasi interruzione prolungata.

Nel frattempo, l’Agenzia meteorologica giapponese ha lanciato un’allerta per temperature significativamente superiori alla media già a partire da aprile, un segnale che lascia presagire un’altra estate da record dopo quella del 2025, la più calda mai registrata nel Paese.

Da qui, unendo i due fattori (guerra in Medio Oriente più caldo estremo), sono stati elencati anche scenari estremi comprendenti blackout programmati, riduzione degli orari di uffici e negozi, sospensione parziale dei trasporti e limitazioni nell’uso dei condizionatori.

Verso un’estate infernale?

L’autore e giornalista Jun Yamada, per esempio, ha parlato apertamente di una “estate infernale” e della possibile “più grande crisi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale”, evidenziando come alla crisi energetica si sommino inflazione, indebolimento dello yen e tensioni sui mercati finanziari.

Anche un’eventuale risoluzione del conflitto non garantirebbe un ritorno rapido alla normalità, a causa dei ritardi accumulati nelle catene di approvvigionamento e delle scorte già intaccate. Certo, il Giappone sta cercando alternative a Hormuz, aumentando le importazioni da Paesi come Australia e Malesia, e riattivando centrali a carbone precedentemente dismesse, nel tentativo di tamponare l’emergenza. Tuttavia, il margine di manovra resta limitato e il rischio di tensioni sociali non è escluso.

In passato, durante le estati più torride, le autorità hanno invitato la popolazione a prestare attenzione alle fasce più vulnerabili, come anziani e

famiglie a basso reddito, incoraggiando l’uso dell’aria condizionata nonostante i costi elevati. Oggi, però, sul tavolo ci sono troppe incognite. Una su tutte: quando terminerà il conflitto in Medio Oriente

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