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Il profilo social come libero sfogatoio dell’indignazione

Sul post pubblicato da Cole Allen ben undici mesi fa su Linkedin per festeggiare la sua laurea si stanno catapultando utenti e follower per lasciare commenti che ovviamente nulla hanno a che fare con quel risultato accademico

Il profilo social come libero sfogatoio dell’indignazione
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Il profilo social come libero sfogatoio dell’indignazione degli utenti e come ring digitale delle polarizzazioni. Capita sempre così, in particolare quando poi per ragioni di forza maggiore il profilo non è più presidiato dal diretto interessato.

Sta capitando anche in queste ore con l’account LinkedIn di Cole Thomas Allen, il 31enne californiano sospettato per la sparatoria di ieri sera alla cena dell'Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca. Account che in poche ore ha già guadagnato almeno un centinaio di follower.

Sul post pubblicato da Cole Allen ben undici mesi fa per festeggiare la sua laurea in Computer Science presso il California Institute of Technology si stanno catapultando utenti e follower per lasciare commenti - al momento sono oltre 130 quelli pubblicati da ieri sera - che ovviamente nulla hanno a che fare con quel risultato accademico, ma che riguardano invece la sparatoria al Washington Hilton.

Tra i commenti più rivelanti c’è quello di Ted Eastes, ingegnere sistemista di Los Angeles, che ha ottenuto più di 50 interazioni, che gli scrive “hai appena buttato via la tua vita, amico. Immensa tristezza”. Tra le risposte più gettonate al commento di Eastes c’è quella di un altro utente LinkedIn, Rick Smith che vive a Lena in Illinois, che replica: “l’essere democratico ti fa fare questo”, un commento che ha già ricevuto più di 60 interazioni e che ha innescato a sua volta altre discussioni.

A interagire sono stati diversi utenti tra i quali Kevin Kelly, di Bloomingdale in New Jersey, che ha risposto a Smith commentando: “è l'unica cosa che la sinistra violenta sa fare”. Altri utenti invece si sono polarizzati non tanto sulla frattura tra destra Maga e democratici, quanto sul ruolo dei media nel dibattito pubblico. Così Ruitian Ma esprime le sue perplessità “nei media mainstream vedo solo notizie sulla violenza dell'estrema destra. In realtà, vedo solo la resistenza della sinistra moderata, fatta di amore e inclusione”, mentre Chad Arndt, di Saint Joseph, Missouri, rincara la dose contro gli organi di informazione rimproverando a Cole Allen che “i media ti hanno lavato il cervello fino all'odio e all'estremismo”. Tra i commenti più sarcastici quanto feroci c’è quello di Brooke Baron, di Jacksonville, Florida, che chiede a Cole Allen “com’è il sapore della moquette” facendo riferimento alla foto diffusa dai servizi segreti americani di Allen ammanettato e a torso nudo sul pavimento del Washington Hilton.

Infine, per comprendere quanto i social media siano una prateria senza regole c’è il commento di Jordi Pallasco Torres, di Quito in Ecuador, che candidamente scrive: “approfitto della visibilità di questo post per informarvi che

sono un Graphic Designer junior con una laurea triennale in Graphic Design e sono interessato a una posizione da remoto nel mio settore. Se siete interessati, non esitate a contattarmi tramite messaggio privato. Grazie”.

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