Arrivano le scuole senza libri Ray Bradbury non approverebbe

I l futuro è arrivato. Poi non dite che nessuno vi aveva avvisato. Scuole senza lavagne né quaderni, in cui si insegna e si impara usando esclusivamente iPad e app. Trattasi delle Steve Jobs School, sette scuole olandesi nelle quali si utilizza il metodo dell'Education for a New Era Foundation. Steve Jobs proprio lui, il fondatore di Apple, il nome giusto per l'istituzione giusta: vedere oltre cioè sognare, rubare idee tanto prima o poi qualcuno le ruberà a te, e cambiare la vita dei cittadini, delle imprese e adesso anche degli alunni. Studenti dai 4 ai 12 anni, cavie ha già detto qualcuno, che utilizzeranno metodi innovativi e parteciperanno ai corsi sviluppando talento e abilità adatte al XXI secolo. Tali qualità includono, oltre «alla creatività, anche abilità nel settore dell'Information Technology». Una formazione su cui spinge anche Code.org, la fondazione di magnati della Silicon Valley tra cui Bill Gates e Mark Zuckerberg, che vuole incentivare l'insegnamento del coding, cioè la programmazione dei computer.
Nelle scuole olandesi oltre agli iPad verranno utilizzati schermi piatti dei televisori per visualizzare e condividere contenuti. Naturalmente ci sarà un collegamento costante a internet e grazie alle app i ragazzini parteciperanno alle attività di gruppo, studieranno e faranno i compiti. Gli insegnanti invece controlleranno il rendimento e rileveranno orari di entrata e uscita dall'istituto. Novità culturali che faranno senz'altro rabbrividire i tradizionalisti, forse a ragione.
Questa scuola del futuro ricorda da vicino la biblioteca senza libri (sic!) inaugurata tempo fa negli Stati Uniti. A San Antonio, nel Texas. Una biblioteca completamente digitalizzata che consente agli utenti di accedere a diecimila titoli diversi. Da scaricare sul proprio tablet o computer, oppure da visionare affittando un e-reader messo a disposizione dallo stesso istituto.
Fino a qualche anno fa una biblioteca senza libri avrebbe ricordato la trama di un film o romanzo con tanto di utopia negativa in stile Ray Bradbury (come Fahrenheit 451). Un romanzo nel quale, in una società totalitaria, qualcuno avrebbe vietato l'accesso alla cultura per mantenere in vita il potere. Più facile, se basta fare clic col mouse.
Svolte le dovute considerazioni sulla difficoltà incontrate da chi ha superato i cinquanta, possiamo ben dire che qualcuno tenterà di abolire libri e quaderni soltanto per massimizzare il rapporto dell'individuo con la cultura. Globalizzata e senza frontiere, dunque. Forse reciteremo un addio al vecchio sussidiario. Ma sarà un bene?

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