Giacometti? È esposto come fermaporta

L'artista è finito nelle mani della cialtroneria romana, che l'ha messo a Galleria Borghese

Povero Alberto Giacometti, finito nelle mani della ciatroneria romana, quella che allestisce mostre come viene e dove viene. E poi uno si chiede perché il MACRO lo chiudono, non sapevano cosa farci, e infatti non ci hanno fatto granché. Ormai lo sa anche la mia portinaia che Giacometti richiede il nulla, spazio vuoto intorno e poco altro, anzi possibilmente niente altro. Invece dove te le schiaffano le sue figure filiformi? Alla Galleria Borghese, ideona. Come rappresentare Aspettando Godot in un luna park, o ambientare un film su Auschwitz al carnevale di Rio. Allestirla al MaXXi, lasciando stagliare i corpi neri giacomettiani nelle sale bianche, divorati e smembrati dalla luce come deve essere, non è venuto in mente a nessuno. Anche perché il MaXXi è dichiaratamente «il museo del XXI secolo», vuoi mica metterci Giacometti, che è del '900. Giacometti bisogna affogarlo nel barocco e nel neoclassico, sennò non si capisce. Raffazzonando alibi del tipo: «Nella Sala del David, Bernini “insegna” con la propria opera a vedere l'intensità delle sculture di Giacometti». Proprio a quello pensava Bernini quando scolpiva il David: rendere comprensibile Giacometti. Per questo si chiama Sala del David, per nasconderci dentro L'uomo che vacilla. Inventando infatti un nuovo gioco da settimana enigmistica: trova il Giacometti. Non solo in quanto le sculture nere e rinsecchite sono disseminate nelle sale strabordanti di tutto: tra affreschi, quadri, stucchi, marmi, un ratto di Proserpina di qua, una Paolina Borghese di là, hai per caso intravisto un Giacometti? Senza contare il corpo a corpo di centinaia di corpi umani di turisti deambulanti come zombi, frastornati da tanto vedere e cercare. Per facilitare il compito i (massimo) quattro bronzi di Giacometti presenti sono stati contrassegnati con un numerino. Scovata l'opera, dovete cercare il cartello con la legenda, nascosto in un altro angolo. La gente dice: «Dov'è il cartello del 4?», «Dov'è il 4?». Alla fine non si vince niente, ma te ne vai con l'idea che Giacometti, in tutta la vita abbia realizzato giusto degli enormi fermaporta che non si sa dove mettere: «Sto a guarda' l'Apollo e Dafne, chiudi un po' quella porta che entra vento, mettece quer Giacometti». Come ci ha insegnato Bernini.

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