Dedicare l'università a Carmelo Bene? Forse lui non vorrebbe

Dedicare l'università a Carmelo Bene?  Forse lui non vorrebbe

Chissà come l'avrebbe presa lui? Difficile dirlo. Anzi, forse è impossibile. Diffidate di tutti quelli che pensano di sapere cosa avrebbe pensato Carmelo Bene su questo e su quello. Vuol dire che non hanno nemmeno capito che Bene voleva essere atto, non pensiero. E chissà cosa metterebbe in scena di fronte al fatto che il mondo della Rete si sta mobilitando per dedicare a lui l'Università di Lecce (nata nel 1955, è stata riconosciuta nel 1959 e dal 2006 ha assunto il nome di Università del Salento)? Certo, ci sono sue frasi sull'istruzione, soprattutto se statale, che potrebbero essere illuminanti: «Istruzione “obbligatoria”? Ma che siamo in Siberia? Ma perché bisogna istruirsi? Su che cosa? E poi chi deve istruirmi? Lo Stato? E chi è lo Stato?». Insomma non è detto che sarebbe andato in sollucchero davanti al tributo di paginette Facebook o Twitter con simpatici dazebao tipo: «Voglio BENE a Carmelo. L'Unisalento a CB», oppure «Sono una donna per BENE. L'Unisalento a CB». Anche perché così aveva detto in una delle sue tante profezie: «Io sono già dimenticato, meglio ancora ignorato, in vita. Mi hanno promesso a Otranto i funerali da vivo. Non c'è bisogno di consegnare un cadavere in pubblico...».

Però potrebbe piacergli l'idea di continuare a dar fastidio. «Il mio epitaffio potrebbe essere quel passaggio di Sade: mi ostino a vivere perché “Anche da morto io continui a essere la causa di un disordine qualsiasi”». E il disordine in questo caso c'è stato, perché le istituzioni locali, a partire dalla Provincia e dal suo presidente Antonio Maria Gabellone, avevano elaborato per l'Università soluzioni più “ortodosse”. Il mondo politico salentino, infatti, preme per la dedica a Giuseppe Codacci Pisanelli (1913–1988). A lui l'ateneo deve molto, per carità, ha un curriculum di tutto rispetto: docente in Diritto Amministrativo, magistrato, pretore, componente della Costituente, più volte deputato, ministro della Difesa nell'ottavo gabinetto De Gasperi, rettore del Consorzio Universitario Salentino, ministro per i rapporti con il Parlamento nei governi Fanfani e Leone...

E così il dibattito infuria, a scatenarlo qualche giorno fa il Nuovo Quotidiano di Puglia che ha rilanciato un sondaggio a tema fra gli intellettuali. A provare a salvare i desiderata istituzionali e al contempo a dare un contentino ai carmelobeniani della Rete ha provato Paolo Pagliaro, presidente del Movimento Regione Salento (e sì, anche il Salento ha i suoi “indipendentisti”) con l'idea di lasciare andare l'università per la propria strada dedicando a Bene un teatro come l'Apollo o il Politeama Greco. Insomma uno zuccherino. Di parere opposto un carmelobenologo come Pietrangelo Buttafuoco: «Dedicargli un'università sarebbe una cosa doverosa... È l'unico isolato genio dell'Italia recente. Ovviamente lui aveva il disgusto verso tutto ciò che era accademia o istituzione, ma insomma neanche Dante sarebbe felice di vedere tutti i somari che escono da scuole che portano il suo nome... Dedichiamocela e godiamoci il ghigno e lo sberleffo che Bene ci farà dai campi elisi...». Vedremo se la spunterà la vox populi o le istituzioni.

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