Feltri dice no al Salone che esclude Bisignani

Sfiduciato Il direttore. E il Direttore, giustamente, s'inc...a. Il direttore è il thriller di Luigi Bisignani edito da Chiarelettere, non gradito, e quindi escluso, dall'imminente Salone del Libro di Torino. Il Direttore è invece Vittorio Feltri il quale, solidarizzando con lo sfiduciato Bisignani, annuncia che né lui, né Stefano Lorenzetto, autori di Buoni e cattivi (Marsilio) al Lingotto non metteranno piede. Lo ha detto venerdì sera, ospite a Virus, la trasmissione di Raidue condotta da Nicola Porro. E lo ha ribadito ieri. «Chi manovra il Salone del libro di Torino?», sbotta Vittorio. «Non vado in un posto dove si operano delle censure mascherate da ragioni di opportunità».
E il «caso» è bello che... servito. Ma qualcuno, in questa vicenda, bluffa. Non Bisignani in prima persona, evidentemente, penalizzato dall'ostracismo. Non i suoi colleghi di penna Feltri e Lorenzetto. Non Marsilio, il loro editore. Da parte sua, Chiarelettere sostiene a chiare lettere che si tratta di una scelta «inopportuna e contraria al libero dibattito delle idee e delle opinioni». Mentre Rolando Picchioni, presidente della Fondazione per il libro, s'indigna per la presa di posizione che definisce «autentica farneticazione». Ed Ernesto Ferrero, il direttore della manifestazione che si svolgerà dall'8 al 12 maggio, gli dà manforte. «Sin dall'inizio dell'anno - dice - avevamo parlato con Lorenzo Fazio, editore di Chiarelettere, dell'eventualità di invitare Bisignani al Salone. Poi sono sopraggiunte perplessità, sia perché non eravamo certi dell'agibilità dell'autore, sia perché il libro non ci sembrava rientrare nella nostra linea editoriale, che è frutto di scelte precise, delle quali dobbiamo rispondere alle istituzioni e ai visitatori».
Honi soit qui mal y pense, direbbero i francesi. Vergogna a chi pensa male, cioè. Tuttavia la tentazione di pensar male viene a chiunque faccia uno più uno. Il libro di Bisignani, pura fiction, per carità, tratta (anche) di certe losche trame orchestrate Oltretevere. E l'ospite d'onore del Salone sapete chi è, quest'anno? Il Vaticano. Di norma uno più uno fa due, pensano banalmente quelli che dovrebbero vergognarsi. «Evidentemente - sostiene il direttore editoriale della casa editrice sotto accusa, Lorenzo Fazio - i contenuti del thriller non sono ben visti nell'anno in cui il Vaticano è ospite d'onore» della rassegna. Ma la Fondazione riparte in contropiede e puntualizza che il volume di Bisignani, autore l'anno scorso, con Paolo Madron di L'uomo che sussurra ai potenti, è stato escluso «d'accordo con la casa editrice Chiarelettere», che avrebbe voluto sostituirlo con un altro libro, dedicato all'eutanasia.
Per ora, è stato soppresso un giallo. Ma c'è tempo per far di peggio.

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