Martigli racconta la furia crudele della Controriforma

Ci sono tre rivolte che costituiscono la spina dorsale dell'ultimo romanzo storico di Carlo A. Martigli intitolato L a congiura dei potenti (Longanesi, pagg. 340, euro 14,90). La prima insurrezione ci viene narrata nell'incipit della storia ed avviene nella Piana di Tokat in Turchia nell'aprile del 1519. A capitanarla è Bozluky Celal, un mistico persiano autoproclamatosi Madhi ovvero messia, che decide di dare voce alle richieste dei contadini vessati dalle terribili tasse di Selim I. Il suddetto sultano, non era esattamente un democratico visto che era noto con il soprannome di Yavuz il Crudele. Davanti alle richieste di libertà degli affiliati del Madhi vediamo così Selim I ordinare ai suoi giannizzeri di massacrarli. Ribelle risulterà anche il gesto del monaco Martin Lutero che nel 1517 affiggerà sulle portone della Chiesa di Wittenberg le sue 95 Tesi con le quali attaccherà direttamente la corruzione della Chiesa di Roma. Una terza insurrezione popolare è poi quella che scatenerà nel 1525 Thomas Müntzer facendo sue le istanze portate avanti da Lutero e guidando l'insurrezione dei contadini tedeschi che volevano essere liberati dal giogo dei principi. Saranno le truppe imperiali a reprimere nel sangue anche questa rivolta. Bozluky Celal e Thomas Muntzer pagheranno con la vita. Lutero invece chinerà la testa davanti ai potenti, si accorderà con loro e arriverà emblematicamente a sostenere che: «Due più cinque fanno sette, e ciò si può comprendere con la ragione. Tuttavia, qualora l'autorità sostenga che due più cinque fanno otto, occorre crederlo».

Questi tre eventi storici costituiranno un punto di non ritorno sia per la storia della Turchia che per quella della Germania e del Cristianesimo e sconvolgeranno in maniera diversa la vita di un personaggio immaginario come Paolo de Mola, che Carlo A. Martigli mette al centro delle vicende narrate ne La congiura dei potenti . De Mola è amico del giovane Solimano il Magnifico (che non condivide la ferocia della politica del padre Selim I) e in seguito viene assoldato come sicario da papa Leone X per assassinare proprio Lutero. Si troverà a dover inseguire la sua vittima nella casa del banchiere Jacob Fugger dove il monaco si è rifugiato.

Ed è proprio alla corte di colui che i contemporanei soprannominarono il Re di Danari che Paolo de Mola si innamorerà della bella moglie di Fugger, perdendo una parte della sua lucidità di sicario. Per tutto il romanzo Martigli dimostra di saper gestire con destrezza la ricostruzione storica di un periodo in cui i giochi di potere porteranno alla costruzione di un nuovo sistema fondato sulla fede, il denaro e la politica.

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