Psichiatri, lettori deboli, milf e hipster: il meglio del festival di Mantova

Le cose più belle portate a casa dal festival della letteratura di Mantova, che ha chiuso ieri

Psichiatri, lettori deboli, milf e hipster: il meglio del festival di Mantova

nostro inviato a Mantova

Le cose più belle portate a casa dal festival della letteratura di Mantova, che ha chiuso ieri.

DOC Il documentario di Martin Scorsese sui 50 anni della New York Review of Books nella rassegna cinema&letteratura "Pagine nascoste". Nascosto, ma imperdibile. Le cose che l'Italia non ha.

CHIC Arbasino e Adriano Panatta che chiacchierano fuori dall'albergo aspettando la navetta per piazza Sordello. Parlavano del Foro Italico d'antan, di veroniche o del Veronese? Glorie d'Italia.

CHEF Incontro con Michael Pollan, "antropologo del cibo", star del festival. Riflessione: "Il problema è che la gente spesso è costretta a correre all'ultimo minuto al supermercato a comprare cibi pronti perché ha passato tutto il giorno a guardare in tv gente che cucina".

PREZENZIALISMI La battuta di un inviato quando sabato in sala stampa girava la notizia che sarebbe arrivato a sorpresa Renzi: "Stamattina scrive un libro in macchina, le recensioni usciranno prima che arrivi qui, presenta lui se stesso, si mette al banchetto a firmare le copie e prima di partire indice una conferenza stampa".

OLE'! Il fatto che quest'anno mancasse Gustavo Zagrebelsky.

DA MATTI L'intervento dello psichiatra Allen Frances, venerdì: due ore, strapieno. Lezione imperdibile: "Curare è necessario, ma aspettare per vedere se si può fare a meno di curare è ancora meglio".

CHIACCHIERE La cena tra giornalisti al Grifone bianco, venerdì sera, quando Renato Minore, critico princeps del Messaggero e leopardista insigne, ha recensito a tavola "Il giovane favoloso" di Martone: "... però Elio Germano è bravissimo...". Non c'entra nulla col festival, ma è stato bello.

VIZI I tortelli di zucca dell'osteria 'Fragoletta', i più buoni della città.

VEZZI I capelli tinti di bianco di Beppe Severgnini.

CLASSE La piccola mostra dell'architetto Michele De Lucchi "Edifici vuoti" alla galleria Corraini e il suo dizionario satirico "Gli attributi dell'architetto" che demolisce vizi e vezzi dei suoi colleghi.

DISTANZE Il fatto che i festival aiutano anche a ristabilire le gerarchie. Ad esempio fra Pierre Lemaitre, un gigante, e Carofiglio, che stranamente non c'era.

MILF Constatare che ci sono più milfone tra il pubblico del festival che al Bobino di Milano. Tacchi, taccuini e tatoo.

HIPSTER Le camicie a miniquadrettini e le coppole tartan di Teju Cole. Elegantissimo, non solo nella scrittura.

LECTIO L'elogio dell'arte e della cultura come bene inutile da coltivare tenuto da Nuccio Ordine a inaugurazione del festival. L'utilità dell'inutile.

LETTORI DEBOLI Quando Luca Crovi, conduttore dell'incontro con i giallisti Patrick Fogli e Simone Sarasso ha chiesto al pubblico (200 persone) in quanti avessero letto i loro libri: 8 mani alzate per Fogli, 12 per Sarasso. Festivaletteratura?

CULT Il libricino di Antonio Moresco pubblicato dalle edizioni nottetempo "21 preghierine per una nuova vita" con le illustrazioni di Giuliano Della Casa. A dimostrazione che davvero "piccolo è (più) bello".

CODE Il tutto esaurito agli incontri. Anche se in centro, sotto i portici di piazza delle Erbe, è scomparsa un'altra libreria, nella vecchia Mondadori a lungo disabitata è entrata una gelateria e ai banchetti gli scrittori firmano tante copie portate da casa e poche acquistate. Pubblico felice, librai preoccupati.

NEMESI La soddisfazione di vedere che la grande stampa i cui giornalisti sono sempre stati vezzeggiati dal festival, ha abbandonato Mantova. E chi non è mai stato invitato, continua a scriverne.

MAGIE L'incontro con Robert Macfarlane, giovedì quasi notte, alla Basilica Palatina: un grande viaggiatore e camminatore ci ha portati fuori da Mantova, su per le montagne della Scozia. Si sentiva il vento.

THE END Mantova vista dallo specchietto retrovisore attraversando il ponte sul Mincio, domenica nel tardo pomeriggio, tornando a casa. Dopo tante parole, (finalmente) il silenzio.

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