Dal rigattiere di parole: "Sapone"

Sapone è “uomo che vuol fare il saputo, il sapientone”

Dal rigattiere di parole: "Sapone"

Tutti sappiamo che cos’è un sapone. Ma solo il Tommaseo e pochi, pochissimi altri riferiscono anche un significato popolare, che intona la parola a un suono tutto toscano e dalle sfumature scherzose: sapone è “uomo che vuol fare il saputo, il sapientone”. Pietro Fanfani, nel suo vocabolario (quello compilato da solo, senza Giuseppe Rigutini), riferisce: “Lo dice il popolo per giuoco a una persona che sa molto, o che vuol esser riputato di saper molto”. Nella parola si riconosce un modello di sostantivi ironico-accrescitivi che derivano direttamente dai verbi: esempi sono mangione da mangiare, chiacchierone da chiacchierare, sciupone da sciupare, ridone da ridere; anche dormiglione da dormire, piagnone da piangere. Ma si potrebbe ipotizzare una contrazione di sap(ut)one, accrescitivo di saputo (“savio, accorto, avente intelligenza”, Cardinali-Borrelli; “persona che presume di sapere e di tutto vuol parlare”, Rigutini-Fanfani). Saputone in vari dizionari è citato, come parola autonoma, solo al femminile: “Saputona, detto di donna: salamistra, dottoressa, arcinfanfana” (Cardinali-Borrelli). Mentre sono parole comuni (o quasi) saputello e saputissimo. Possiede lo stesso significato di sapone il più diffuso “saccente”, derivato da sapiente, definito dal Devoto Oli come “chi ostenta in modo irritante un’erudizione o una cultura più presunta che reale”. Alla parola sapientone, merita di essere citato l’esempio del Rigutini-Fanfani: “Questi sapientoni de’ giornalisti”, nel quale viene rimarcato ancora una volta il vago disprezzo per la categoria.

Nella gran parte dei vocabolari, anche correnti, è riportata l’espressione “dar sapone o dare del sapone a qualcuno”, che equivale ad “adularlo, lodarlo, lusingarlo”. Tale espressione, che non viene meglio specificata e di cui nessuno spiega la derivazione, è accomunata genericamente al consueto significato di sapone, e cioè al prodotto usato per lavare, e richiama il concetto di lisciare, lustrare. Potrebbe – ma è una semplice ipotesi – riferirsi anche al significato citato dal Tommaseo, nel senso di dare del sapientone a qualcuno. (Il sapone prodotto chimico deriva dal latino saponem, parola di origine celtica che significa miscela di sego e cenere per tingere i capelli).

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