San Lorenzo in Banale, le Dolomiti tra artigianato e salumi tipici

Dalle escursioni sulle Dolomiti alla Sagra della ciuiga. Tanti i motivi per visitare uno dei borghi più belli d'Italia

San Lorenzo in Banale, le Dolomiti tra artigianato e salumi tipici

Posto a un’altitudine di circa 800 metri, circondato dalle punte delle Dolomiti del Brenta e da vasti prati, San Lorenzo in Banale è un piccolo paesino della provincia di Trento che racchiude dentro di sé bellezze paesaggistiche, architettoniche e culinarie tali da farlo rientrare tra i Borghi più belli d’Italia. Chiamato "San Lorénz" in dialetto trentino, questo paese si forma dall’unione di sette ville: Prato, Prusa, Glolo, Berghi, Pergnano, Senaso e Dolaso. Distante pochi chilometri dal lago Molveno, il borgo rappresenta la porta d’ingresso per accedere alla meravigliosa Val d’Ambièz, rinomata per le magnifiche escursioni che offre agli appassionati di trekking.

Punti di forza del territorio

Poco più di mille gli abitanti che risiedono in questo borgo dove il connubio tra natura e tradizioni popolari crea un paesaggio dove poter trascorrere qualche giorno di relax unito alla conoscenza della civiltà contadina di tutta l’area. Dalla natura al centro cittadino, dove risiedono le antiche tradizioni mai tramontate ma sempre attuali, il passo è breve. Emblematica in tal senso è ad esempio la Casa del Parco Adamello Brenta, posta al centro della città e chiamata “C’era una volta”. Una struttura settecentesca che ospita una mostra etnografica permanente dove viene raccontata la storia della vita di montagna attraverso arnesi e immagini fotografiche storiche. Passeggiando poi tra le stradine si possono ammirare qua e in là i capitelli di diversi edifici per arrivare alla chiesa di San Rocco e Sebastiano al cui interno vi sono gli affreschi realizzati dalla famiglia Baschenis. Tra le opere spicca l’ “Ultima Cena”.

Le escursioni a contatto con la natura sulle Dolomiti

Uscendo dal centro cittadino, nei passi che portano dritti verso la natura, impossibile non fermarsi nel laghetto di Nembia, oggi oasi tutelata dal WWF. Ma ci sono poi le frazioni di Moline e di Deggia dove si trova il Santuario dedicato alla Madonna di Caravaggio. Anticamente qui vi erano osterie, mulini, segherie, le officine dei fabbri e anche una piccola fabbrica di brioche. Oggi invece le due località rappresentano i principali sentieri percorribili dai camminatori. Che dire poi dell’imponenza scenografica offerta dalla Val d’Ambiez, vera via di accesso alle Dolomiti di Brenta? Non si può andare a San Lorenzo in Banale senza aver fatto un’escursione su queste strutture montuose. Un vero e proprio capolavoro della natura riconosciuto patrimonio dell’Unesco. Questi i numeri che le caratterizzano: 40 Km di lunghezza, 560 Kmq di superficie per un totale di 560Km di sentieri da percorrere. E non mancano i punti in cui poter effettuare le arrampicate. La composizione geologica di questa struttura montuosa è molto particolare unitamente alla sua stratificazione rocciosa che all’alba e al tramonto si tinge di rosa.

Le tradizioni culinarie: la ciuiga

Il trentino non è rinomato solamente per la caratteristica presenza delle Dolomiti ma anche per le tradizioni culinarie legate ai salumi. In questo caso a San Lorenzo in Banale, la ciuiga rappresenta il prodotto tipico per eccellenza. Un salume dalla storia plurisecolare, nato come alimento dei poveri e oggi presidio di Slow Food. Semplice la sua composizione con preparato di maiale e rape, ma dettagliata la preparazione. Si tratta di un alimento nato tra le Dolomiti di Brenta e il lago di Garda per far fronte alla povertà che imperversava nella seconda metà dell’Ottocento. Nel 1875, Palmo Donati, macellaio di San Lorenzo in Banale, prese le parti di scarto del maiale, quelle che non poteva vendere, e le macinò assieme alla rapa che, al contrario era in abbondanza. La tradizione sarebbe quindi stata tramandata di generazione in generazione fino ai giorni di oggi.

Attualmente la ciuiga si fa seguendo la ricetta di sempre ma con ingredienti migliori, ovvero le parti più buone del maiale. Il procedimento prevede la cottura delle rape e la loro strizzatura per evitare che l’acqua deteriori la conservazione del prodotto. Si aggiunge quindi la carne e gli aromi come sale, pepe, aglio e il tutto viene insaccato dentro il budello. Quest’ultimo viene legato e affumicato per otto giorni. Sono tante le pietanze che vedono questo salume come re nelle tavole e, se poi voleste fare una full immersion di tutti i piatti in cui è protagonista, il consiglio è quello di partecipare alla sagra della ciuiga che si svolge ogni anno ad ottobre a San Lorenzo In Banale.

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