Storie di tre uomini (e un cavallo)

In occasione del Prime Day, ecco alcuni titoli che potete leggere su Kindle

Storie di tre uomini (e un cavallo)

Oggi e domani è attivo il Prime Day, grazie al quale è possibile attivare per tre mesi Kindle Unlimited. In questo articolo presentiamo alcuni titoli che potrete leggere su Kindle.

L'ultima carica di cavalleria

Esistono le grandi storie, quelle che conoscono tutti. Quelle che entrano nei libri di storia e si studiano (controvoglia) a scuola. E poi sono le storie sconosciute - di genti meccaniche, e di picciol affare, come le ha definite Alessandro Manzoni - che sono le più affascinanti. Pochi le conoscono, eppure ci sono e non sono meno gloriose di quelle dei grandi. Come quella di Albino, magistralmente raccontata da Michele Taddei in Steppa bianca (Cantagalli). Prima di tutto, però, dobbiamo mettere le cose in chiaro perché Albino non è una persona, ma un cavallo. Anzi: l'ultimo cavallo a compiere una carica militare. I fatti della grande storia sono noti: il 24 agosto, i militari italiani incontrano quelli russi a Isbuscenskij, non lontano dal fiume Don. Contro ogni speranza, il reggimento Savoia cavalleria carica i sovietici, riuscendo a batterli. I cavalli e le spade sguainate contro i cannoni. I nitriti contro il sibili dei proiettili. I muscoli gonfiati dal sangue contro gli ingranaggi. Incredibilmente, gli italiani vincono, anche se lasciano sul campo 32 morti e centinaia di cavalli rimarranno fuori combattimento. Isbuscenskij entrerà nella storia. Come Albino, uno dei pochi italiani che potè godersi la pensione in santa pace e che oggi, benevole, accoglie chi entra nel museo del reggimento Savoia cavalleria a Grosseto.

La (buona) stella di Churchill

Di Winston Churchill si sa praticamente tutto. Conosciamo la sua pigrizia unita ai lunghi bagni, all'amore per i sigari e per il buon champagne. Le biografie sono ormai migliaia e no ci sarebbe motivo di parlarne qui se non fosse uscito per Utet il libro Churchill: la biografia di Andrew Roberts. In questo libro, oltre a raccontare fatti già noti, l'autore ripercorre la vita del premier che fece non solo la storia del Regno Unito, ma anche del mondo intero. E fin qui non c'è quasi nulla di nuovo. Ma Roberts riesce ad andare molto oltre gli altri biografi quando si sofferma sulla vocazione di Chruchill, sulla buona stella che lo guidò per tutta l'esistenza. Appena 16enne, il piccolo Winston aveva confidato a un amico: "Prima o poi questo Paese subirà una tremenda invasione. Quando accadrà sarà compito mio salvare l’Impero". E ancora, giovanissimo, scrisse alla madre prima di andare al fronte: "Ho fede nella mia stella. Sono destinato a fare qualcosa a questo mondo. Che importa se mi sbaglio? La mia vita è stata piaevole e anche se rimpiangerei di doverla lasciare, sarà forse un rimpianto che non conoscerò mai". Quel giovane ragazzo aveva ragione. E lo dimostrò appena ne ebbe l'occasione.

Gli opposti

Due animi profondamente diversi, così come i loro autori. Da una parte il Catilina di Massimo Fini, dall'altra il Catone di Eugenio Corti. Il primo rappresenta la controstoria, o meglio: la vera storia, dell'uomo che si mise alla guida dei diseredati e derelitti contro i latifondisti romani. Fu un rivoluzionario ante litteram, che fece tremare una repubblica sempre più debole che, non a caso, venne definitivamente archiviata da Cesare. Quando comprese che tutto era ormai finito, Catilina non scappò. Combatté fino alla fine, guardando in faccia il nemico. Al rivoluzionario Catilina si contrapppone il reazionario Catone, uomo frugale e pio (anche troppo) che Corti racconta fin nei minimi dettagli. Il Censore incarnava l'uomo romano per eccellenza, diviso tra il ferro dei campi e quello della battaglia. Fu lui, più di tutti, a volere la fine di Cartagine in quanto modello non solo economico ma anche politico contrapposto a Roma. Fu la vittoria della politica contro la finanza. Un tema più che mai attuale.

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