Cva si affida a Big Blue per evitare black-out

Pensate a cosa potrebbe succedere se improvvisamente le luci si spegnessero. Per colpa di un’interruzione nel sistema informatico della centrale idroelettrica. Un guasto che causerebbe un danno enorme alla centrale, all’azienda e soprattutto agli utenti finali. Per questo Cva, Compagnia valdostana delle acque si è affidata a Ibm per creare un nuovo Centro di elaborazione dati (Ced) secondo le linee guida del «Green data centre», per poter contare su un’infrastruttura It solida, flessibile e affidabile e garantire una reale continuità operativa dei sistemi, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in particolare nei periodi delle attività di fatturazione. Cva è proprietaria di 30 centrali idroelettriche, che hanno una potenza nominale complessiva di 908 MW e producono ogni anno circa 2.700 milioni di kWh di energia pulita. Cva, attraverso le società del suo gruppo, opera nel mercato elettrico fornendo energia ad aziende distribuite sul territorio nazionale, operanti principalmente nel settore bancario e della Gdo. La produzione di energia avviene con la massima attenzione all’ambiente e alla promozione dello sviluppo economico-sociale dell’area in cui sono situati gli impianti.
Il progetto realizzato da Ibm garantisce l’alta affidabilità geografica e il disaster recovery per tutti i servizi informatici del gruppo tra i siti di Chatillon e Pont-Saint.Martin, quest’ultimo realizzato ex novo da Ibm in ottica Green, tenendo quindi conto sia dei consumi della struttura, sia del suo impatto ambientale ed estetico.
L’ambiente operativo prevede due sistemi Power 595 in alta affidabilità geografica (uno per Chatillon e uno per Pont-Saint-Martin) e due sistemi Storage DS8100 in mirroring (viene effettuata una copia esatta dei dati, ndr) - uno per Chatillon e uno per Pont-Saint-Martin - per la replica sincrona dei dati di produzione tramite l'utilizzo di un collegamento in fibra ottica tra le due sale server. Sempre nell’ottica Green, di riduzione degli spazi occupati e di risparmio energetico, è stato realizzato anche un significativo consolidamento dell’infrastruttura che ha portato a sostituire circa 30 server fisici con soli tre server virtualizzati (non fisici, ndr).

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