D’Alema toglie soldi alla ricerca «Il 5 per mille? Datelo a me...»

RomaElenco D-Z dell’agenzia delle entrate. Categoria «enti del volontariato». Siamo nel file con le liste di tutte le associazioni che nel 2009 hanno fatto domanda per ottenere il 5xmille del gettito Irpef, la «tassa» sulla beneficenza attraverso la compilazione di un modulo nella dichiarazione dei redditi. Ogni contribuente può destinare alla ricerca o all’aiuto di categorie più deboli, come bambini, anziani, e anche immigrati, un pezzetto delle sue imposte. Per l’anno in corso si sono iscritti 31.849 enti del volontariato. Questa lista si compone di 261 pagine, ma il nome interessante si trova al foglio numero 38, penultima riga: Fondazione Italianieuropei. Lo sguardo si ferma lì.
È lo stesso titolo del centro studi politici di cui è presidente Massimo D’Alema. Il primo sospetto è l’omonimia: l’ente dalemiano, fondato nel 1998, non è dotato di un nome originale. Ma la pratica contiene anche il numero di codice fiscale. Bastano pochi secondi di ricerca sul sito della Fondazione Italianieuropei per scoprire che le cifre coincidono. Non ci sono dubbi: Massimo D’Alema ha partecipato quest’anno alla più grande lotteria della beneficenza italiana, il 5xmille destinato al volontariato, con la sua fondazione.
Chi ha scelto di fare «la carità» a Baffino? Non è ancora possibile saperlo, perché le assegnazioni delle quote del 2009 sono in fase di istruttoria. E non è detto, tra l’altro, che il Líder Máximo rimanga con la sua fondazione nell’elenco dei beneficiari. Dall’ufficio territoriale di Roma dell’Agenzia delle entrate ci hanno recentemente spiegato che le offerte dalla dichiarazione dei redditi non sono richiedibili da associazioni o enti che «facciano capo a sindacati o partiti». Per Italianieuropei ci si trova di fronte a un indiscusso leader di partito, senza contare un comitato scientifico in cui siedono tre ex ministri di governi di centrosinistra. Come si comporterà l’Agenzia delle entrate?
In questa storia della beneficenza e di D’Alema si segnalano poi due note curiose: il 5xmille è una norma confermata dall’ultima finanziaria del governo Berlusconi (introdotta per la prima volta nel 2005, sempre dall’esecutivo di centrodestra) che né D'Alema né il Pd naturalmente hanno votato.
La seconda stravaganza è appunto che Italianieuropei è iscritto alla categoria del volontariato. Le classificazioni alternative per la partecipazione al 5xmille erano «società sportive dilettantistiche» o «enti di ricerca scientifica» e «sanitaria». Ma in questo caso il collegamento sarebbe stato ancora più temerario, dal momento che la Fondazione non ha molto a che fare con l’attività fisica all’aperto, né con la biologia molecolare.
Anche il punto di contatto con l’assistenza ai deboli appare però di difficile individuazione. Gli scopi della Fondazione di piazza Farnese sono squisitamente intellettuali. La principale attività è «l'organizzazione di convegni, tavole rotonde e cicli di formazione». Come si legge dal sito, Italianieuropei è un luogo di «approfondimento globale». Lo guida l’élite delle teste pensanti della sinistra democratica. Il presidente dell’«advisory board» è Giuliano Amato. Il comitato scientifico è composto tra gli altri, da Franco Bassanini, allo storico Luciano Canfora, all’ex ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro. La Fondazione ha tre sedi: Roma, Milano e Napoli.
L’avventura del 5xmille è stata portata avanti con impegno in questi mesi dai dalemiani. Una locandina ben visibile compare sulla home page di Italianieuropei, con un vademecum per i simpatizzanti e un facsimile del modulo: «Firma nel primo riquadro a sinistra - si invita - indicato come “sostegno del volontariato..“».
Il 5 per mille, si legge ancora dal sito, «è una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle associazioni non-profit. Il 5 per mille non ti costa nulla perché non è una tassa in più». Okay, non costa nulla, ma il «regolamento» sulla tassa della beneficenza prevede che si possa assegnare una sola preferenza nel 740 al volontariato. E quindi: chi punta sul pensatoio di D’Alema toglie automaticamente fondi alla ricerca contro i tumori, o all’assistenza ai portatori di handicap.