«Darò la scossa (e un metrò) alla Brianza»

«Ho dato la mia disponibilità al partito». Usa la diplomazia e non lo dice, ma Guido Della Frera sarà candidato alle prossime elezioni regionali per il Pdl. Nel collegio di Monza, la nuova provincia che vuol finalmente decollare.
Della Frera, per lei sarà un ritorno.
«Sono già stato assessore in Regione».
Cosa ricorda?
«La riforma della polizia locale».
Lei è un imprenditore. Torna per nostalgia della politica?
«Da imprenditore brianzolo credo che la Brianza abbia bisogno di uomini d’esperienza per rappresentarla».
Un territorio già piuttosto ricco.
«Con una grande storia politica e imprenditoriale alle spalle. Ma che ora rischia l’appannamento».
Non la vede un po’ troppo nera?
«C’e la crisi, ci sono tante difficoltà. Ma soprattutto ci sono pochi investimenti pubblici in un territorio che ha un’azienda ogni dodici abitanti».
Sempre una questione di soldi.
«Servono strade e infrastrutture. Serve qualcuno che stimoli questo processo di sviluppo».
E lei ha creato l’associazione culturale Brianza futura. Solo un circolo o ci sono anche progetti concreti?
«Macché circolo. Vogliamo portare la metropolitana fino in Brianza. Almeno fino a Lissone, a Carate. Basta passare la vita in auto per andare a Milano a lavorare».
Si risolve tutto con un metrò?
«Bisogna rinnovare le linee ferroviarie. Monza, Seregno, qui è roba dell’anteguerra. La dorsale del trasporto è fondamentale. E poi ci vogliono i collegamenti da est a ovest».
Il suo è un bollettino di guerra.
«Il tratto della Milano-Meda è la superstrada con la più alta densità di imprese. E non c’è nemmeno la corsia d’emergenza. Adesso arriva anche la Pedemontana».
Almeno questa è una buona notizia.
«No, perché senza un sottopasso a Cesano Maderno in quella zona il traffico sarà paralizzato. Si rischia un cataclisma».
E dunque?
«Il percorso della Pedemontana va rivisto».
Vi portano via anche il gran premio, cercherete un accordo con Roma?
«Nessun accordo. Ricordo come è andata a finire con Alitalia e la promessa che i due hub di Malpensa e Fiumicino si sarebbero sviluppati insieme».
E quindi?
«Il gp resta a Monza. È un’eccellenza mondiale. Un biglietto da visita per le nostre aziende e il nostro territorio».
Solo con le lamentele si rischia di perderlo.
«E infatti io faccio anche una proposta: entro il 2011 quando la Fia deciderà il calendario, facciamo degli investimenti sull’autodromo».
Per cosa?
«Un centro congressi, un auditorium, un miglior collegamento con la villa Reale, strade di accesso, posteggi».
Tutto per quattro giorni all’anno?
«No. L’autodromo deve diventare un centro importante del turismo business. Per dodici mesi. Vi immaginate un’azienda che può organizzare un convegno dentro una pista che fa parte della storia?».
Il tema sicurezza?
«I negozi di vicinato. Il Comune aiuti chi costruisce un palazzo, ma si faccia lasciare il piano terra e ceda gli spazi ad artigiani e negozianti. Le strade vive e illuminate sono più sicure».
Le forze dell’ordine bastano?
«Ci vuole più coordinamento. In molti centri ci sono due o tre agenti. Sono pochi, ma se si organizzano con i Comuni vicini, l’unione può fare la forza».
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