Dave Matthews band, quando la jam session è rock

La miglior live-band in circolazione. Un gruppo eccezionale che da 15 anni domina le classifiche americane e che è stato visto in concerto da 16 milioni di persone. Stasera, per la prima volta a Roma, arriva la Dave Matthews Band. Originari della Virginia, Matthews e compagni saranno al Palalottomatica per uno spettacolo che si annuncia travolgente. Concerti che spesso sfiorano le tre ore di musica, lasciando spazio a lunghi momenti di improvvisazione che trasformano le canzoni in suite. Grande energia, talento a volontà e una contagiosa voglia di suonare e di conquistare le platee europee. Il disco più recente del gruppo è Big Whiskey and the GrooGrux King, lavoro corposo e raffinato che ha riportato la band allo splendore di Crash e Before these crowded streets, capolavori della prima fase di carriera. Se dal vivo non ha mai smesso di macinare concerti memorabili, infatti, in studio la band aveva perso un po’ di brillantezza. Il doloroso punto di svolta un paio di estati fa, quando, sulla scia dell’emozione per la scomparsa del sassofonista LeRoi Moore, i quattro musicisti sono riusciti a ritrovare coesione e ispirazione.
Le canzoni della Dave Matthews Band (con Matthews, voce e chitarra, ci sono Carter Beauford alla batteria, Stefan Lessard al basso e Boyd Tinsley al violino) non si possono relegare in un freddo ambito musicale. Sono brani d’impianto pop non vincolati alla classica struttura strofa-ritornello e al limite dei 4 minuti. Canzoni in cui i quattro musicisti fanno confluire influenze di vario genere, dal jazz, al folk, al blues, al rock, trasformandole in sessioni di improvvisazione che danno vita a momenti di grande musica. Il pubblico italiano è stato testimone di un evento davvero unico, l’estate scorsa a Lucca: la band non suonava in Italia da più di dieci anni e a confronto con il calore di quelle diecimila persone ha dato vita al concerto più lungo della sua carriera, restando sul palco più di tre ore e mezzo e lasciando un ricordo indelebile nei fortunati presenti. Nel dubbio che qualcuno potesse dimenticare tanta bellezza, la Dave Matthews Band ha pensato di pubblicare ufficialmente quel concerto, in un lussuoso cofanetto triplo che per gli appassionati è una vera gemma. Chissà che per il loro debutto romano non vogliano fare qualcosa di altrettanto significativo. Certo, l’impietosa acustica del Palalottomatica sarà un fastidioso limite per la band di Charlottesville, ma la speranza è che i loro tecnici sappiano adattare il suono alla struttura disegnata da Luigi Nervi.
In tour, la band si arricchisce dei fiati di Rashawn Ross (tromba) e Jeff Coffin (sassofono), nonché della chitarra di Tim Reynolds, collaboratore di Matthews sin dagli esordi. Una curiosità per appassionati: per ogni concerto viene disegnata una locandina speciale, venduta in tiratura limitata e destinata a diventare rarità per collezionisti. La band ha voluto inserire in quella romana il nome del fan-club italiano, «Con-Fusion», ringraziandolo così per il gran lavoro di supporto e promozione svolto negli anni.
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