Ddl carceri Alfano rassicura i leghisti: «Nessun indulto per svuotare le celle»

RomaNon ci sarà alcun indulto. Questa l’assicurazione del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che in Consiglio dei ministri ha affrontato la spinosa questione del sovraffollamento delle carceri. Alfano ha ribadito la sua disponibilità ad accogliere nel ddl sulle carceri, che il 17 maggio arriverà in aula alla Camera, i suggerimenti della Lega, ovvero quelli del titolare del Viminale, Roberto Maroni, che nei giorni scorsi aveva stroncato l’ipotesi di concedere gli arresti domiciliari a chi deve scontare l’ultimo anno di pena. Ipotesi duramente criticata dal ministro dell’Interno che l’aveva definita «peggio di un indulto».
E l’assenza del ministro Maroni al vertice del governo aveva fatto presupporre che lo scontro fra i due fosse ancora acceso. Il premier, Silvio Berlusconi, però ha chiarito che l’assenza di Maroni era dovuta a precedenti impegni presi a Varese. Nessuna nube sul governo almeno sul fronte giustizia dunque. Per la Lega è intervenuto il ministro Roberto Calderoli, che si è detto favorevole a ritoccare con opportuni emendamenti il ddl in commissione Giustizia prima che arrivi in aula. È stato poi lo stesso Alfano a confermare l’intenzione di modificare il ddl nel senso richiesto dalla Lega.
Sulla stessa linea di Maroni anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che propone una serie di emendamenti per limitare l’applicazione degli arresti domiciliari nell’ultimo anno di pena. Per La Russa vanno esclusi dai domiciliari in particolare i recidivi, gli immigrati clandestini che non possono essere espulsi e coloro i quali non hanno finito di scontare almeno i due terzi della pena.
«Capisco le ragioni del provvedimento che è doveroso per il solito problema del sovraffollamento nelle carceri italiane - commenta La Russa -. Noi però ci siamo impegnati ad affrontare il problema aumentando i penitenziari. Vorrei che chi viene condannato sconti la pena prevista fino in fondo».
La maggioranza dovrà trovare una soluzione che soddisfi tutti perché il sovraffollamento delle carceri è un problema che non può essere eluso e che Alfano ha ribadito di voler risolvere prima dell’estate, fornendo anche le cifre del «disastro». Sono 67.473 i detenuti contro una capienza regolamentare di 44.218.

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