da Roma
Bobo Craxi, eletto da una parte dei delegati del V congresso, insiste: «Sono io il segretario del Nuovo Psi, Gianni De Michelis accetti il verdetto». E annuncia che convocherà il 5 novembre i delegati, anche quelli della minoranza, «perché c'è spazio per tutti, comè stato detto anche al compagno De Michelis, a cui è stata offerta ripetutamente la guida politica verso una linea chiara di rottura con la Cdl e di apertura di un dialogo di prospettiva con lo Sdi e i radicali».
Laltro replica: «La stragrande maggioranza del partito è con me, Bobo può strillare ma rimane minoranza». Anche De Michelis fa il suo annuncio, dicendo che ripeterà al Consiglio nazionale del Nuovo Psi, spostato da venerdì a sabato, che era disponibile a fare l'unità con Boselli e i radicali nel centrosinistra, ma ha fiutato la trappola. «Ci è stata chiesta la scelta di campo, labiura, saltare sul carro dellipotetico vincitore. Una cosa che il nostro elettorato non ci perdonerebbe».
La diaspora nel teatro socialista continua ad avere del surreale. Con un terzo attore, il leader dello Sdi Enrico Boselli, che esorta i due contendenti a superare polemiche, scontri e lacerazioni. E assicura: «Lavoro per l'unità: non solo per l'unità socialista ma anche per l'unità dell'area laica e radicale».
A dire il vero anche Bobo, in una lettera a tutti gli iscritti, scrive di «voler lavorare per una rapida e concreta risoluzione della frattura causata da una parte dei dirigenti del partito», per costruire una posizione politica nuova che porti alla riscossa il socialismo italiano, quello «liberale e autonomista».
Mentre dal Lazio alla Toscana svariate federazioni regionali e provinciali gli rinnovano la fedeltà, De Michelis invita tutti a non avere fretta, «cattiva consigliera», e spiega: «La nostra linea di fondo non è né con Prodi né con Berlusconi, ma è a favore della nostra storia, della nostra identità e al servizio degli interessi reali del paese». E laltro segretario del Nuovo Psi aggiunge che è ancora possibile un accordo con Boselli e Marco Pannella per andare alle elezioni con un simbolo unico, come terzo polo, proponendo come premier Emma Bonino.
Per Bobo Craxi nel nuovo governo del 2006 ci dovranno essere un socialista e un esponente del movimento radicale. Poi, il figlio di Bettino lancia una dura accusa alla Cdl e a Silvio Berlusconi, che avrebbero guidato il tentativo di «sventrare il partito socialista».
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