Lampugnano, con il suo hub internazionale di pullman a ovest della città, è diventato un punto critico: arrivi continui, degrado, zone poco controllate, persone sole con bagagli. Una donna che scende da un viaggio e magari aspetta un altro mezzo per ripartire, dovrebbe trovare sicurezza, non un agguato. Invece qui, in pieno pomeriggio, tra degrado e illegalità, si rischia la violenza più brutale. Martedì intorno alle 14 i vigili hanno salvato infatti una quarantunenne di origine francese dalle grinfie di un nigeriano irregolare sul territorio italiano che la stava stuprando. L'uomo, che ha 25 anni, ha aggredito e malmenato la vittima, trascinandola contro una recinzione in una zona appartata del parcheggio della stazione dei bus. Lì ha iniziato ad abusare di lei. Solo l'arrivo degli agenti della Locale ha strappato la donna da quell'inferno. I vigili infatti lo hanno sorpreso in flagranza e quindi bloccato immediatamente. Un intervento provvidenziale, quello delle pattuglie guidate dal comandante Gianluca Mirabelli, che ha evitato il peggio, ma che non cancella la brutalità del gesto.
La vittima, nata in Togo nel 1984 ma di origine francese, come ha raccontata lei stessa più tardi, era appena arrivata dall'aeroporto di Linate. Si era seduta con la valigia accanto in via Natta quando il nigeriano - C.I., nato nel 2000 - l'ha avvicinata con la scusa di aiutarla a portare il bagaglio. Dalle parole si è passati rapidamente agli strattonamenti, alle minacce e alle mani addosso. L'uomo l'ha costretta a seguirlo, l'ha tenuta ferma per il collo schiacciandola contro una grata, l'ha obbligata a baci e a toccarlo. Lei tentava di divincolarsi, urlava, si ribellava. È stato un autista di bus che aveva appena parcheggiato, a notare la scena e a dare l'allarme agli agenti di stanza all'hub - "Ho visto una donna che cercava di divincolarsi dalla presa di un uomo. Lui era aggressivo" dirà loro - ed è stato così solo grazie a lui e ai vigili che la coppia è stata separata.
Mentre la donna veniva soccorsa prima dagli agenti di pattuglia e poi dal Nucleo tutela donne e minori della Locale, l'aggressore è stato fermato e arrestato. Le telecamere di sorveglianza hanno confermato ogni dettaglio del racconto della vittima: le dichiarazioni della vittima e del testimone non lasciano spazio a dubbi.
Ma c'è di più. L'uomo è un irregolare e vanta già un curriculum criminale pesante. Nel 2019 era stato arrestato per violenza sessuale a Isernia. Ha precedenti anche per furto, rapina e resistenza. Un soggetto pericoloso, insomma, che girava libero per le strade di Milano nonostante tutto.
Ieri mattina il comandante Mirabelli ha portato l'episodio al tavolo settimanale del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza. Un segnale chiaro: la Polizia Locale non abbassa la guardia, ma il problema è anche strutturale. Lampugnano, con il suo hub di bus internazionali, è diventato un'area "calda" di degrado e rischi per chi transita. Per una donna sola trovarsi lì dovrebbe rappresentare un momento normale, non un incubo. Invece a Milano, in pieno giorno, si rischia la violenza più brutale. E non è un caso isolato. Gli irregolari con precedenti tornano a delinquere perché il sistema li rimette in circolazione troppo facilmente.
La donna è stata picchiata e violentata. Ha vissuto attimi di terrore indicibile. Sotto La Madonnina i cittadini, le donne in primis, pretendono sicurezza vera, non slogan e Lampugnano non deve diventare sinonimo di paura.