Le Filippine stanno accelerando sul rafforzamento delle proprie difese marittime e guardano con crescente interesse ai missili giapponesi Type 88, sistemi costieri antinave sviluppati durante la Guerra Fredda ma ancora considerati utili nel teso scenario dell’Indo-Pacifico. Il tema del riarmo si inserisce nel confronto sempre più acceso con la Cina per il controllo del Mar Cinese Meridionale, area strategica attraversata da rotte commerciali e rivendicata in larga parte da Pechino. Manila dispone già dei missili supersonici BrahMos acquistati dall’India con un accordo da 375 milioni di dollari, considerati molto più avanzati e capaci rispetto ai Type 88.
I missili che preoccupano Pechino
Durante le recenti esercitazioni Balikatan del 2026, truppe giapponesi hanno lanciato per la prima volta missili Type 88 dal territorio filippino, una mossa che ha attirato le proteste di Pechino e acceso il dibattito sull’evoluzione della cooperazione militare tra Tokyo, Manila e gli Stati Uniti.
Secondo il South China Morning Post, il valore dei Type 88 non sarebbe tanto nella loro superiorità tecnologica quanto nella capacità di ampliare la rete difensiva filippina. Gli analisti spiegano che il BrahMos resta il sistema offensivo più potente a disposizione di Manila grazie alla sua velocità supersonica e alla lunga gittata, ma i missili giapponesi possono offrire vantaggi operativi importanti.
Il Type 88, infatti, è montato su lanciatori mobili facilmente trasportabili tra le isole dell’arcipelago filippino e può essere riposizionato rapidamente in caso di conflitto. La sua traiettoria, a pochi metri dal livello del mare, rende inoltre più difficile l’intercettazione da parte dei radar nemici. Gli esperti ritengono inoltre che il sistema possa aiutare le forze armate filippine a sviluppare la capacità di ostacolare l’accesso di flotte ostili in aree considerate sensibili.
Il riarmo di Manila
La partita, però, va oltre l’aspetto strettamente militare. Per la Cina, il rafforzamento dei rapporti tra Tokyo e Manila rappresenta un ulteriore tassello della crescente pressione strategica americana nell’Indo-Pacifico.
Le Filippine rivendicano diritti sovrani su una vasta zona economica esclusiva che si sovrappone alle pretese territoriali cinesi basate sulla cosiddetta “linea dei nove tratti”, respinta nel 2016 da una sentenza arbitrale internazionale mai riconosciuta da Pechino. In questo particolare scenario, il possibile trasferimento dei Type 88 assume un forte valore simbolico: segnala il progressivo superamento del tradizionale pacifismo giapponese e l’intenzione di Tokyo di usare la cooperazione militare come leva geopolitica regionale.
Oltre ai missili, i colloqui tra i due Paesi riguarderebbero anche cacciatorpediniere classe Abukuma e
velivoli da pattugliamento marittimo TC-90. Per Manila, l’obiettivo è costruire una difesa distribuita capace di controllare un arcipelago di oltre settemila isole. La Cina monitora la situazione con molta attenzione.